Attori, cantanti, sportivi, DJ. Scrivo un libro perché sono famoso

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Troppo comodo pensare al mercato, valutare statisticamente la commerciabilità di un prodotto editoriale in base alla popolarità dell’autore. Perché è di questo che stiamo parlando: di un prodotto. C’è il tonno in scatoletta, ci sono le gomme americane, le sigarette, le mutande. E ci sono i libri. Ma i libri sono oggetti variegatissimi, ne esistono in tutte le salse. Ce ne sono di gialli pulcino, di verde erba, di cotone purissimo, di legno, di carta siberiana. Ce ne sono a fumetti, a parole invisibili, perfino in 3D. In due parole, ce n’è per tutti i gusti. E che gusti.

Così, col passare degli anni, i pochi lettori italiani “normali” non bastavano e allora sono nati quelli che si sono messi a comprare i libri quasi per sbaglio, anzi no, quasi per caso. Perché in tivù hanno detto che esistono dei luoghi, fuori, in città, che si chiamamo bibliot… no, librerie, o forse hanno detto cartolerie?, che vendono proprio il libro che stanno cercando, quello di cui hanno parlato. Sì, un libro. Quasi non ci credono. Devono ammetterlo, non hanno mai comprato un libro… Ma questo, oh, questo lo vogliono avere, devono averlo.

Ma chi sarà mai l’autore di questo magnifico oggetto dalle proporzioni auree, con questa copertina così bella, lucida, da sembrare quasi finto, inventato? E via, tutta una sequela di personaggi che del proprio mestiere ne hanno (forse) abbastanza. È come un bisogno irrefrenabile, quello di fermare il tempo, di tramandarsi forse. O è solo uno sfizio? Si sa, gli scrittori, di solito, sono gente tutta d’un pezzo, e anche schietta, e profonda, elevata. Per questo scrivere un libro è così importante…

Ma cos’è che spinge il lettore ad acquistare un libro che nel 99% dei casi dura meno della ricotta aperta in frigo? Curiosità? Leggerezza di spirito? Semplice divertissement in salsa pascaliana? Ma certo, un po’ di tutto, e comunque, alla fine, l’importante è comprare, e sbrigarsi, perché tra poco ne uscirà un altro…

Pensare al mercato è, in conclusione, la cosa migliore per chi produce libri. E sapete perché? Perché a volte esistono anche i miracoli, a patto che come braccio destro abbiate un Pulitzer come J.R. Moehringer e voi siate uno col carattere – e soprattutto la vita – di Andre Agassi.

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