Cosmicomiche di Calvino, il teatro ispira i giovani marsicani

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Il teatro è il luogo in cui finzione e realtà si confondono,  linguaggio letterario capace di  trasformare le parole in immagini in movimento, ricreando sul palcoscenico situazioni e stati d’animo che oscillano fra il “possibile” e l’ “improbabile”.

La voce e il corpo sono i canali espressivi attraverso cui gli attori di teatro si avvicinano agli spettatori,  facendo uso dello spazio come se la realtà fosse all’improvviso quella recitata e non più quella vissuta. La passione per l’arte scenica è il motivo per cui molti gruppi amatoriali si affiancano spesso a compagnie di attori professionisti, curiosando fra monologhi e dialoghi, sguardi e gestualità. Il teatro dilettantesco può riservare gustose sorprese, celare talenti nascosti e raggiungere non di rado vette espressive insospettabili.

Quando poi il teatro incontra la scuola, può accadere qualcosa di insolito, quasi magico.

Il liceo classico A. Torlonia  e l‘itituto d’arte V. Bellisario di Avezzano hanno partecipato ad un laboratorio teatrale coordinato dal teatro Lanciavicchio di Tonino Silvagni: un gruppo di studenti interessati all’esperimento drammaturgico-performativo si è cimentato in questa avventura, dimostrando un coinvolgimento e una disinvoltura all’altezza della sfida. Ed è così che le Cosmicomiche di Italo Calvino sono approdate nella Marsica.

Come diceva Eduardo De Filippo” Con la tecnica non si fa il teatro. Si fa il teatro se si ha fantasia”.

La messa in scena è stata particolarmente originale, considerando il fatto che gli unici oggetti utilizzati per la scenografia sono stati dei materassi da palestra e un  lungo telo bianco.I ragazzi hanno fatto un uso divertente dei due elementi, cambiandone la posizione, formando delle costruzioni geometriche per richiamare l’idea di una poltrona piuttosto che di un muro. Nessun costume, pochi oggetti a disposizione: un violino, un cappello, una scaletta di legno, una collana e pochi altri utensili trovati in casa e riutilizzati in modo ironico.

Un canto iniziale intonato dai personaggi uniti in un abbraccio primordiale, ha portato subito il pubblico nel surreale e onirico mondo delle Cosmicomiche. Lo spazio e il tempo, l’universo e il Big Bang, la luna e i Dinosauri hanno caratterizzato il racconto, creando un’atmosfera sognante e misteriosa. I giovani attori si sono intrufolati fra le righe dei 12 racconti di Calvino, passandosi l’un l’altro il monologo portante. Esseri umani o atomi? La storia narrata nel sipario delle Cosmicomiche non è pura fantascienza, bensì una fusione brillante fra dati scientifici ed invenzione fantastica.

Cosmico e comico sono gli aggettivi fondanti non solo dell ‘opera di Calvino, ma anche della simpatica interpretazione degli studenti marsicani.

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