Elementi costitutivi dei dipinti e storia di Giacomo Favretto

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Conoscere alcuni elementi rispetto ad un dipinto può essere molto utile alla sua comprensione, ma anche all’apprezzamento di quell’opera: infatti, sono proprio le regole, e gli elementi in particolare, a rendere i dipinti antichi diversi dai dipinti moderni, e proprio questa consapevolezza deve essere d’aiuto per comprendere il valore di un’opera e la sua sostanziale differenza dalle altre.

Riconoscere lo stile nei dipinti e il loro valore

Quando parliamo di elementi costitutivi di un dipinto ce ne viene in mente uno in particolare: lo specifico uso delle pennellate, dei colori, e della luce. Quando attraverso questi elementi riusciamo a definire il valore di un’opera d’arte, significa che quell’opera è rappresentativa del periodo storico ed artistico in cui è stata creata. Ciò è un grande valore per un dipinto, perché consente la sua perfetta identificazione in un preciso contesto artistico, offrendoci spunti e regole precise per la sua collocazione.

Quando osserviamo un’opera di Monet, o un dipinto di Degas, pittori impressionisti e grandi rappresentanti di quel movimento artistico, ci rendiamo conto, per esempio, che questi elementi ci sono tutti: in un’opera impressionista è facile riuscire a trovare elementi che riportano il dipinto a quel tipo di contesto, come ad esempio le pennellate punteggiate ma anche sciolte, in grado di dare perfettamente l’idea di cogliere le ‘impressioni della luce’.

Questi elementi ci aiutano a comprendere l’identità ma anche il valore delle opere: pensiamo ad esempio ai cubisti, che in qualche modo denigravano e disprezzavano le regole della prospettiva lineare, arrivando a smontare il soggetto in una serie di lastre geometriche che si sovrapponevano e si incrociavano. Anche questo modo di dipingere è unico, e ci aiuta a definire un dipinto come appartenente ad un tipico movimento artistico, il Cubismo, per l’appunto.

Nella stima dei dipinti di valore, siano essi moderni o anche dipinti antichi, bisogna tenere conto del contesto, non solo storico, non solo artistico (con le sue regole e gli elementi identificativi), ma anche geografico: i dipinti occidentali hanno un interesse per determinati soggetti, spesso reali e con una particolare attenzione all’aspetto esteriore, mentre nelle opere orientali, come ad esempio nella pittura cinese, vi è un grande interesse all’essenza spirituale delle cose.

Tutti questi elementi servono nella valutazione dei dipinti antichi, perché ci consentono di definire prima di tutto il contesto storico, poi il contesto artistico, ed infine il rispetto alle regole ed agli elementi di quel contesto, rendendo più semplice il lavoro di valutazione dell’opera da parte del critico d’arte, il cui compito, anche se è apparentemente facile, in realtà non lo è affatto.

Giacomo Favretto: un esempio di pittore italiano e di dipinti di valore

Nato a Venezia nel 1849, ed ivi deceduto nel 1887, all’età di soli 38 anni, Giacomo Favretto fu un artista, ritrattista e pittore italiano.

Purtroppo non ebbe la possibilità di esprimere tutto il suo talento e la capacità espressiva nei suoi dipinti e nei suoi quadri a causa della breve vita: anche per questo motivo, non si possiedono molte notizie in merito alla vita artistica ed alla carriera del pittore, anche se è stato comunque possibile ottenere alcune informazioni circa la sua prima produzione e la sua formazione.

Si sa che, fin dalla più tenera età, il giovane pittore si dimostrò particolarmente dotato nei confronti delle belle arti, tanto che la sua formazione fu presto indirizzata verso il disegno e la pittura: egli venne quindi affidato alle cure del maestro Francesco Vason, pittore per la verità piuttosto modesto, che gli trasmise i primi rudimenti artistici. Pochi anni più tardi ebbe modo di affinare il proprio stile e di ricevere attenzioni più adeguate al suo talento: ebbe quindi la possibilità di frequentare l’Accademia delle Belle Arti di Venezia, dove venne accolto sotto l’ala di alcuni dei più grandi pittori italiani dell’epoca, come Pompeo Marino Molmenti, celebre ritrattista, ed il romantico Girolamo Michelangelo Grigoletti. Qui poté apprendere molto dai suoi colleghi e maestri soprattutto, e poté avviare la prima produzione artistica caratterizzata principalmente dalla creazione di opere moderne e dipinti interessanti soprattutto nella città di Venezia.

Infatti, il primo accenno di produzione artistica non era stato particolarmente felice per il pittore. Una volta terminati gli studi con successo, tranne che per una breve parentesi francese, a Parigi, che si rivelò piuttosto infruttuosa dal punto di vista artistico, Favretto costruì la propria produzione artistica praticamente nella sola amata Venezia, città nella quale spese la propria breve vita, e dove realizzò diversi ritratti e dipinti.

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