Capolavori di Georges de La Tour al palazzo Marino di Milano

Georges de La Tour, Adorazione dei Pastori (1644) Louvre, Parigi

La pittura del Seicento si mostra a Milano con uno dei suoi artisti più rappresentativi e misteriosi, quel Georges de La Tour che molti indicano come il “Caravaggio francese”. Curata da Valeria Merlini e Daniela Storti, la mostra vive di due grandi capolavori, su tutti “L’Adorazione dei pastori”, al Louvre dall’attribuzione del 1926 (Hermann Voss).

Al suo fianco troviamo il più conosciuto dipinto del “San Giuseppe”, dove l’atmosfera notturna si ripropone nel calore della luce diffusa dalla candela sorretta da Gesù bambino che amorevolmente osserva il volto del padre putativo al lavoro.

A tema anche l’allestimento, curato da Elisabetta Greci nel segno della razionale distribuzione degli spazi e della scelta ricercata dei materiali. L’ambiente dell’esposizione è composto da una grande parete a onda, intonacata con calce ed argilla e da una pavimentazione in legno vecchio - un organismo “sospeso” all’interno della Sala Alessi - costituito da superfici concettualmente “povere”, che consentono di arricchire l’atmosfera del luogo con giochi di luce.

All’interno della sala video, il pubblico potrà invece cogliere l’opportunità di approfondire alcuni aspetti della misteriosa storia del grande pittore lorenese, per secoli caduto nell’oblio e tornato negli ultimi anni al centro di nuovi importanti studi critici. La mostra su Georges de La Tour a palazzo Marino è organizzata da Eni in collaborazione con il Comune di Milano e, come detto, del museo del Louvre.

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