John McCracken: la mostra al Castello di Rivoli si trasforma in un tributo

Emblematico il commento del New York Times che, nell’annunciare la notizia della scomparsa, ha sottolineato come John McCracken sia stato l’artista della West Coast che ha portato una visione New Age nella scultura minimalista.

Al Museo d’Arte Contemporanea – Castello di Rivoli (Torino) fino al 19 giugno 2011, la mostra “John McCracken” è curata da Andrea Bellini e allestita nel grande spazio della Manica Lunga.
Sviluppata in stretta collaborazione con lo stesso McCracken, la retrospettiva presenta circa sessanta lavori storici a partire dalle prime tele degli anni Sessanta, le sculture bicrome della metà degli anni Sessanta e i dipinti della serie Mandala degli anni Settanta, fino a lavori più recenti come Wonder e Fair, 2010, realizzati appositamente per questa rassegna.

A chi non conosce l’arte di John McCracken, possiamo dire che si tratta di uno dei maggiori esponenti storici del Minimalismo americano. Un artista che vede l’arte come mezzo per una esperienza spirituale, alta e misteriosa, e i suoi lavori come prototipi di un mondo a venire in cui regna assoluta bellezza.

McCracken, attraverso l’originalità della sua visione artistica, rivela la vera complessità di quello che genericamente chiamiamo Minimalismo. L’artista è divenuto noto per ciò che egli definisce “blocchi, lastre, colonne, assi. Belle forme basilari, forme neutre”. Il punto di partenza per tali “forme neutre” è l’oggetto minimalista o la struttura primaria come il cubo o la tavola. Eseguite in legno compensato e successivamente ricoperte di fibra di vetro e resina di poliestere, declinate in colori vividi, le forme neutre si trasformano in un oggetto che coniuga le tendenze anti-illusionistiche del Minimalismo con i colori dell’industria automobilistica e con l’idea di uno spazio mentale e immateriale.

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