La donna nell’arte: per un 8 marzo d’autore

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Omaggiata, lusingata, a volte mortificata e sottovalutata, adorata, amata quasi idolatrata. La donna è, da sempre, fonte di profonda ispirazione per le produzioni artistiche di pittori, scultori, scrittori e poeti. Non mero oggetto di rappresentazione ma protagonista viva e reale dalle mille sfaccettature emozionali, musa ispiratrice in grado di regalare sensazioni ed emozioni uniche, oggetto del desiderio e soggetto sensuale, puro, materno, fecondo, angelico, diabolico a seconda delle pulsioni dell’animo e del cuore di chi la rappresenta.

Corpo e Anima: Corpi come icone di bellezza perfetta, donne splendide da immortalare sulla tela per regalare loro un respiro eterno. Monna Lisa Gherardini, nota al mondo intero come la Gioconda, è un capolavoro del grande Leonardo. Una donna destinata al’eternità. Dopo anni di rappresentazioni di canoni estetici e corpi femminili come mere forme esteriori, il grande Maestro regala a questa donna, e al mondo intero, il sorriso più enigmatico e ironico che sia mai esistito, lo sguardo più sensuale e sfuggente che un uomo possa ricevere. Per la prima volta, l’anima traspare dal ritratto e la sua imperscrutabilità, il suo mistero enigmatico rimangono custoditi nelle pennellate di colore del dipinto.

Qual è l’immagine che affiora alla mente parlando di perfezione della bellezza femminile nell’arte? Sicuramente, La Venere del Botticelli. L’idea di una donna che è una dea, al di sopra delle cose terrene e assolutamente a proprio agio nella sua nudità: nessuna provocazione ma anima nobile e senza veli, allo stadio più elevato della sua purezza, senza alcunchè di superfluo, né mistificazione alcuna. Una donna, quindi, a rappresentare l’ energia e la fecondità della natura, la forza motrice del mondo.

Eros e Spiritualità: l”immagine del volto di una donna evoca un tumulto di sentimenti ed emozioni ma una donna descritta attraverso le parole di un genio quale Dante Alighieri, regala un ricordo indelebile alla memoria dei suoi lettori. L’ angelica Beatrice è la donna ideale, la creatura intangibile, perfetta, evanescente che può essere solo amata e idolatrata, che regala purezza e nobiltà e aiuta a raggiungere la perfetta estasi intellettuale che conduce alla salvezza e al regno di Dio. Ma quale uomo non sa che anche la donna più innocente e pura mostra, all’occorenza, il suo lato più malizioso e intrigante?

Madonna Fiammetta, la donna descritta da Boccaccio nel suo Decamerone, diventa fonte di sensualità e desiderio carnale ma non oggetto delle pulsioni dell’uomo, bensì protagonista consapevole delle proprie vicessitudini amorose, che cede alle tentazioni del corteggiamento e della seduzione e tradisce, disinvolta e senza mortificazioni, appagata da quel desiderio che sente terreno e naturale.

Intelletto, Fantasia e Immaginazione: Chi di noi non conosce Sherazade? La bella e intelligente eroina protagonista de “Le mille e una notte”, simbolo di creatività, coraggio, combattività. Una donna che con il suo estro, la sua capacità creativa di inventare e raccontare favole, prospetta all’uomo, suo burbero padrone, un nuovo modo di pensare e interpretare la vita, spalanca la porta alla civiltà e alla sensibilità, attraverso i sogni che i suoi racconti sono in grado di generare.

La fantasia e l’immaginazione entrano a far parte dell’esistenza dell’essere umano, che ha un bisogno irrinunciabile di magia e felicità per poter affrontare e superare le difficoltà e le frustrazioni della vita.

Donne diverse tra loro, ma sempre uguali a se stesse, donne d’altri tempi ma ancora attuali, con tutta la loro forza e la loro fragilità .

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