La Parigi dei poeti

parigi-poeti

Nella seconda metà dell’Ottocento, subito dopo i grandi lavori di trasformazione urbanistica di Haussmann, sulla rive gauche si incontravano i poeti decadenti, decidevano quali versi proporre alla rivista Parnasse contemporain: figure rimaste oscure, altre leggendarie come Paul Verlaine e Arthur Rimbaud.

A Parigi si consumava l’assenzio, e resta nota la foto di Paul Marsan Dornac, di Verlaine al Cafè François I nel 1982. Lì il maestro incontrava i giovani decadenti, anche perché abitava in quei pressi. Chi cercasse traccia delle strade battute dal poeta maledetto non ha che da addentrarsi nelle vie del V arrondissement, vicino al Panthéon: in rue Descartes 39 a ricordare Verlaine sta una targa, e un ristorante, ovvamente chiamato La Maison de Verlaine.

Dall’altra parte di Parigi, rive droite, in rue de Rome 87 (VIII arrondissement) Stéphane Mallarmé nel salotto di casa incontrava altri giovani poeti (vi andrà anche Oscar Wilde). Mallarmé abitava non troppo lontano da una delle colline più frequentate, ma anche misteriose, di Parigi: Montmartre, zona attraversata da fiumane di turisti sul Sacro Cuore e nella Place du Tertre, ma ricca di storie e storia letteraria. In rue des Saules 22 (XVIII arrondissement), poco oltre la basilica del Sacré Coeur, sta un vecchio cabaret dal nome strano, il “Lapin agile”.

Il nome del locale è legato all’insegna di un pittore, André Gill, che nel 1875 dipinse un coniglio nell’atto di saltar fuori da una pentola. Il passaggio da “Le lapin à Gill” (il coniglio di Gill) a “Le lapin agile” (il coniglio agile, nome storico del locale) fu naturale. In questo luogo quasi nascosto si incontrarono i surrealisti, pittori, poeti, compositori, e molti ne ricordarono i muri e i volti, come Picasso nella tela Au lapin agile

Appassionato di Arte & Libri?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it
JUGO > Arte & Libri > La Parigi dei poeti