La “sorella minore” della Gioconda si trova in Svizzera

Gioconda

Quest’opera è stata presentata come “Isleworth Mona Lisa, la Mona Lisa anteriore, in quanto si ritiene sia stata dipinta dal celeberrimo genio toscano Leonardo da Vinci in data anteriore alla più famosa opera esposta al Louvre di Parigi.

Il quadro, dipinto su tela anziché su legno, di proprietà di un consorzio internazionale che lo ha acquisito nel 2003 dagli eredi di Elisabeth Meyer, direttamente collegata alla famiglia Pulitzer, è attualmente sottoposto agli studi della Mona Lisa Foundation di Zurigo. Si ritiene sia stato dipinto nel 1503, quindi anteriore alla Gioconda originale che è databile tra il 1503 e il 1514.

Questo ritrovamente, successivo all’altra opera gemella scoperta nel deposito del museo del Prado di Madrid, lascia nuovamente spazio all’immaginario che da sempre è collegato alle opere di Leonardo da Vinci. Quella curiosità che si apre al mondo dell’esoterismo e della simbologia, di cui tutte le opere del maestro sono pregne.

Numerosi interrogativi nascono dalla stessa tecnica di realizzazione della Mona Lisa “svizzera”, a cominciare dalle dimensioni del dipinto, dagli elementi di contorno alla figura principale, dal viso simile ma ringiovanito. Gli studiosi ritengono si tratti di un autentico, poiché un discepolo o un copista si sarebbe certamente attenuto all’originale per realizzare tale opera.

In realtà l’originalità è di difficile valutazione, in quanto non è facile provare la stessa autenticità della Gioconda esposta al Louvre. C’è chi ritiene che la mano di Leonardo da Vinci sia intervenuta soltanto per alcuni elementi del quadro (alcuni scritti ritrovati parlano della sola composizione del volto), e che l’opera sia stata realizzata da più autori e in tempi diversi.

Sicuramente ciò che salta all’occhio confrontando le due opere, oltre alla somiglianza dei due volti divisi dal tempo, è lo stesso sorriso carico di mistero. Quel sorriso che sembra nascondere un segreto che probabilmente non sarà mai svelato e che continuerà a stimolare tanti interrogativi e infiniti studi sull’argomento.

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    1 commento

    1. ERNESTO SOLARI scrive:

      SULLA NUOVA GIOCONDA SVIZZERA…..

      Veniamo ora all’ultima sparata a proposito della Gioconda, anch’essa presentata poche settimane fa in
      Svizzera, a Ginevra presso la Monna Lisa Foundation. Si tratterebbe secondo il parere di Alessandro Vezzosi
      della sorella minore della Gioconda, la seconda versione della Monna Lisa, del 1503, citata anche dal Vasari,
      ma per il Prof. Martin Kemp si tratterebbe di un falso perché è stato dipinto su tela anziché su tavola e poi
      perché presenta altre differenze evidenti con la prima versione. La mia opinione in proposito è legata solo
      alle apparenze poiché non conosco i dettagli e la profondità dello studio effettuato dalla Fondazione
      Ginevrina e confortata solo dal parere di Alessandro Vezzosi (ma non dal Prof. Carlo Pedretti come molti
      giornali avevano invece erroneamente riportato), mi limito a ciò che vedo, alla prima immagine del dipinto.
      -LA GIOCONDA DEL LOUVRE HA IL VISO PIU LARGO E GLI OCCHI PIU’ VICINI AL NASO
      -LA NUOVA GIOCONDA HA GLI OCCHI PIU’ LONTANI E SONO PERFETTAMENTE SOVRAPPONIBILI AL
      BOZZETTO SU CARTONE ABBASTANZA RIMANEGGIATO.

      A me sembra che l’idea di una realizzazione precedente di circa una decina di anni del dipinto del Louvre
      possa essere percorribile, infatti la Gioconda, non essendo a mio avviso Monna Lisa Gherardini, poteva
      raffigurare una di queste dame: Bianca o Caterina Sforza, Isabella d’Aragona o Isabella Gualanda (Vecce-
      Pedretti) ma anche altre dame dell’epoca. Il dipinto venne visto da Raffaello durante la sua prima fase di
      realizzazione attorno al 1503. Per questo nuovo dipinto invece la datazione è sicuramente successiva e
      l’utilizzo della tela lo confermerebbe mentre l’effigiata, che non è la stessa dama del Louvre viste le
      numerose differenze fisionomiche, potrebbe essere Costanza D’Avalos o Dona Isabel De Roquensens.
      Ma le velature di Leonardo dove sono???
      La qualità di gran parte della nuova Gioconda non porta certo a Leonardo.
      Leonardo non c’entra nulla in questo dipinto: sicuramente questo nuovo dipinto porta verso la scuola di Raffaello, lo stile è molto vicino all’Urbinate ed in particolare a quello di un suo allievo e collaboratore anch’egli di Urbino, Timoteo Viti.
      Questa risposta potrebbe essere legata ad un ritratto (bozzetto di cui parla lo stesso Raffaello a proposito di
      un ritratto realizzato a Dona Isabel de Roquensens: egli infatti smentendo il Vasari afferma di aver inviato
      un suo collaboratore ad effettuare un cartone del volto) eseguito da questo collaboratore di Raffaello. Recentemente il sottoscritto ha ritrovato, in una collezione privata, un cartone che di fatto testimonierebbe la forte somiglianza proprio con il volto di questa nuova Gioconda. Quando saranno ultimati gli accertamenti e gli studi su tale opera e quindi sarà possibile mostrare questo dipinto, diventerà più semplice trovare quelle affinità e quelle risposte che qui propongo.

      COMO, 15.02.2013 PROF. ERNESTO SOLARI
      (studioso leonardesco)

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