Musica classica: brani terapeutici per stati d’ansia e depressivi

musica classica e depressione

L’unico linguaggio universale, non traducibile e riscontrabile in tutte le culture conosciute è la musica.

La sua caratteristica è quella di riuscire a pervadere nell’anima di ognuno e la maggior parte delle volte ne consegue un miglioramento dello stato d’animo.
Per questo motivo molto spesso ci si affida proprio alle sue proprietà – considerate propriamente terapeutiche – per migliorare alcuni stati d’animo a volte veramente complessi.
La scienza ne parla in termini di Musicoterapia, affrontando il complesso rapporto che vi è tra suono e uomo, analizzandone e scoprendone tutti quegli elementi diagnostici e terapeutici inerenti.
Le musiche utilizzate per questo tipo di finalità sono diverse, ma in questo caso ci soffermeremo sulla CLASSICA.
Da alcuni studi si evince che per indurre condizioni di benessere e rilassamento in un individuo la musica debba necessariamente contribuire positivamente sull’ascoltatore.
In alcuni casi per raggiungere questo tipo di positività si ricorre all’ascolto di musica e suoni a basso volume, si prediligono brani lenti, ripetitivi (gli autori che principalmente vengono suggeriti sono Bach, Vivaldi, Chopin).
In altri casi, invece, cercando stimolo ed energia, si prediligono brani più “frizzanti”  adatti anche per la concentrazione (Mozart,  Prokofiev).
Molti autori classici vengono segnalati in diversi “campi d’azione” della musicoterapia (insonnia, disturbi relazionali, preparazione al parto, Nevrosi, psicosi, anoressia mentale, Handicap psichici, fisici e sensoriali, Disturbi del linguaggio, Deficit uditivi, Esiti di coma, Malattie neurologiche, Disturbi dell’anziano).
Gli stati d’animo forse più riscontrabili nella società d’oggi sono quelli d’ansia e depressivi. In questi casi l’ascolto di una particolare musica, di una melodia, fa sprigionare all’interno del corpo “dopamina”, neuro trasmettitore legato all’appagamento.
In tal modo il nostro corpo risulta più resistente rispetto alla stanchezza, allo stress e all’ansia. L’ascolto di determinate musiche può inoltre abbassare la pressione sanguigna e il ritmo cardiaco, diminuendo il rischio di problemi legati allo stress.
Gli psicologi, per combattere l’ansia e le tensioni muscolari, consigliano di ascoltare a esempio La Primavera di Vivaldi e la Sinfonia n. 5 di Franz Schubert, oppure Wagner e Verdi per stati di insicurezza e depressione.
Nel brano “Primavera” di Vivaldi, per esempio, si evoca il germogliare della natura e la rigenerazione, caratteristiche tipiche di quella stagione. L’ascolto ci evoca immagini di vitalità come fiori sbocciati, piccoli ruscelli d’acqua, voli d’uccelli; la gioia della natura in primavera.
Nella quinta sinfonia di Schubert, invece, affiora un senso di affettuosa dolcezza della melodia e la particolare intimità lirica e la calibrata eleganza del primo tempo, soprattutto, infondono un felice equilibrio interiore.
In genere tutti i brani menzionati aiutano a raggiungere momenti di profondo rilassamento e benessere psicofisico: il peso dei pensieri viene allentato e si viene a creare una condizione tale da favorire un’attivazione del sentire profondo…
Sotto l’influenza della musica mi sembra di sentire ciò che non sento realmente, di capire ciò che non capisco, di poter fare ciò che non posso fare” (Tolstoy)

Appassionato di Arte & Libri?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it
JUGO > Arte & Libri > Musica classica: brani terapeutici per stati d’ansia e depressivi