Revolutionary book. Quale sarà il libro del futuro?

Libri

Da una decina d’anni si grida alla rivoluzione epocale dell’editoria e all’estinzione dei libri di carta. Gli avanguardisti stappano bottiglie di champagne nel leggere i dati di vendita degli e-book di Amazon, i feticisti della cellulosa sudano freddo e si trincerano nell’idea che “la carta è vive e vegeta da cinque secoli e non morirà mai”.

Da aggiungere c’è il fatto che l’Italia non vanta una tale apertura verso la tecnologia e l’innovazione che la rende particolarmente reattiva al cambiamento, come dimostrano i recenti dati del World Economic Formun sull’ITC (Information and Communication Technology) che vedono il BelPaese solo al 51° posto, dopo Cile, Slovenia e Tunisia. Sebbene i minus ci siano tutti, anche da noi però inizia a tirare un’aria nuova. Ce lo dimostra il ciclo di tre incontri, organizzati all’Università di Urbino Carlo Bo, intitolati rispettivamente “Forme e piattaforme del libro digitale”(4 maggio), “Le biblioteche nell’era digitale” (12 maggio) e “Augmented learning nella didattica digitale”(24 maggio).

“L’obiettivo – spiega il prof. Ilio Trafeli, rappresentante dell’Università di Urbino, nonché presidente della cooperativa sociale E.Laboratorium – è quello di fornire una panoramica quanto mai esaustiva della trasformazione dell’editoria, avvalendosi della testimonianza dei pionieri e dei più importanti interpreti dell’evoluzione digitale del libro in Italia”.

Di fronte ai microfoni, infatti, c’erano Antonio Tombolini, amministratore delegato della Simplissimus Book Farm, Andrea Angiolini de Il Mulino e Guido Liguori della Liguori Editore. Il primo a prendere la parola è stato Tombolini che, con semplicità e verve, ha raccontato la nascita della sua azienda, la SBF per gli amici, che si occupa principalmente della distribuzione degli e-book e dei reader, oltre ad altri servizi collaterali come il self publishing. “Tutto è iniziato guardando all’America – esordisce Tombolini. Gli e-book erano già nati e si diffondevano velocemente. Erano facilmente leggibili, cumulabili in enormi quantità all’interno di un unico device, economici nella riproduzione e potevano essere distribuiti per mezzo della rete. I nuovi libri seguivano la via già intrapresa dalla musica e dai video che, come dimostra iTunes, è stata di grande successo. Non restava che capire il meccanismo ed importarlo qui, alimentando una cultura e una conoscenza digitale che è ancora un po’ primitiva”.

E’ entrato più nel dettaglio Angiolini, rappresentante de il Mulino, casa editrice specializzata in saggistica e testi accademici che, sorridendo, ci dice che “quando vennero dei signori dall’America in un completo color fumo di Londra ad offrirci la possibilità di digitalizzare i nostri testi e di venderli su internet rispondemmo molti no. Forse perché non ci interessava, ma soprattutto perché non sapevano nemmeno di cosa stessimo parlando. E anche quando iniziammo a capire la nuova lingua del 2.0, siamo stati parecchio restii. Ci siamo chiesti se gli e-book sarebbero stati adatti alla linea editoriale portata avanti dall’azienda, se sarebbero stati ben accetti dai nostri lettori. E così per un po’ rimanemmo a guardare il mondo che cambiava. Adesso in catalogo abbiamo oltre 200 e-book , in formato. epub e mobi, pertanto facilmente leggibili sui principali reader come Ipad e Kindle. E continuiamo a sperimentare nuovi formati che possano arricchire il testo di tools che permettano una ricerca semantica, l’inserimento di note e post, l’utilizzo di network twittwer e face book e dell’email per la condivisione delle informazione. Non sappiamo se questi nuovi libri saranno un successo dal punto di vista commerciale, ma una volta avuta la bicicletta adesso pedaliamo”. Più accademico infine l’intervento di Guido Liquori, amministratore delegato della Liguori, editrice napoletana che tratta di varia, oltre che di testi scientifici. Dopo una carrellata di slide sulla storia e l’evoluzione dell’e-book, ha ribadito che “ad oggi, in catalogo abbiamo tantissimi e-book, specialmente di narrativa, acquistabili insieme al cartaceo, ad un prezzo ridicolo (2,99 euro). Vogliamo che il lettore sia libero di scegliere tra il fruscio della carta o la leggerezza dell’inchiostro elettronico. Inoltre siamo curiosi di scoprire se questo mercato digitale attecchirà, dato che le novità in questo campo sono dietro la porta. Mi ferisco all’html5 o all’Enhanced book, un frame work per iPad che permette di aggiungere al testo elementi multimediali come photogallery, video, audio insieme ad elementi interattivi e didattici”.

La carta scomparirà a favore degli e-book o gli Enhanced determineranno la fine dei reader e il monopolio dei tablet? Ancora non si possono fare pronostici. Non ci resta che aspettare e… buona lettura!

Articolo di Rachele Bifolchi

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