Roma: Tamara de Lempicka in mostra al Complesso del Vittoriano

Tamara de Lempicka

A cura di Gioia Mori, la mostra dedicata a Tamara de Lempicka ci presenta l’artista simbolo delle istanze moderniste degli anni Venti e Trenta in un interessante confronto diretto tra le sue opere e quelle dei suoi contemporanei (su tutti, Prampolini).

Abituata a conversare in lingue diverse, la Lempicka ”parla” con la stessa disinvoltura un esperanto artistico, mischiando linguaggi figurativi di varie correnti e radici: cubo-futurismo russo e francese, ”ritorno all’ordine” italiano, ”realismo magico” tedesco, ”realismo” polacco. Una babele di elementi rielaborati in modo geniale fino a creare una ”lingua” nuova, autonoma e individuale, dai caratteri accattivanti.

Pittrice cosmopolita e icona dell’Art déco, Tamara de Lempicka ha creato immagini che sono diventate il simbolo di un’epoca, “i folli” anni Venti e Trenta di cui diventa la più brillante interprete, introducendo nei suoi dipinti i simboli della modernità e rappresentando la donna emancipata, libera, indipendente e trasgressiva.

Nella mostra “Tamara de Lempicka. La regina del moderno” propone diverse opere mai esposte in Italia, tra le quali l’eccezionale prestito di cinque dipinti della collezione di Jack Nicholson e un eccezionale ritrovamento, un importante dipinto del 1923, Portrait de Madame P., considerato perduto.

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