Ti prego lasciati odiare di Anna Premoli – Questione di Pratica di Julie James. Troppe similitudini

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Il premio Bancarella 2013: Ti prego lasciati odiare di Anna Premoli, Newton Compton, ha stupito i critici e soddisfatto le migliaia di fan che da mesi si entusiasmano e dividono le loro aspettative schierandosi tra Jennifer e Ian, i due protagonisti del leggero romanzo rosa.
Definito dai più poco impegnativo, Ti prego lasciati odiare vanta una scrittura leggera, piacevole, in questo caso l’essere “senza pretesa” si impone  come un pregio, non un drastico difetto spesso sottolineato nel panorama letterario italiano. È innegabile la forza narrativa di Anna Premoli e la sua capacità di coinvolgere le lettrici, il libro si rivolge prevalentemente a un pubblico femminile, mentre lo sfondo romantico con finale scontato lo si attende perché parte integrante della storia.

Però, duole dover sottolineare un amaro però, si riscontra  una particolare analogia: tante, troppe,  similitudini con un romanzo americano del 2009 Questione di Pratica di Julie James, Mondadori. Entrambi i romanzi vantano una scrittura frizzante, priva di virtuosismi ma dignitosa, è la trama a rilevare una serie di dettagli identici, tali da specchiare la struttura stessa del romanzo.

Jennifer, protagonista femminile di Ti prego lasciati odiare, è una donna in carriera, a capo di un team in una banca d’affari di Londra, lavora venti ore al giorno per dimostrarsi all’altezza del ruolo richiesto. Ian è la sua versione maschile. I due si odiano e si evitano da sette anni ma un bel giorno sono costretti a lavorare assieme. La vicinanza forzata costringe Ian, giovane ricco di famiglia, bello, particolarmente ambizioso e affascinante, definito lo scapolo d’oro di Londra, a chiedere a Jennifer, la persona che più lo odia al mondo, di fingersi la sua fidanzata per allontanare le insistenti pretendenti.
Dallo scherzo, alla competizione al fidanzamento ufficiale, circa 300 pagine.

Il confronto con Questione di Pratica di Julie James è inevitabile e, come già accennato, la somiglianza, soprattutto in alcuni dettagli, risulta imbarazzante. I protagonisti di entrambi i romanzi sono avvocati, colleghi di lavoro nello stesso studio, si odiano da circa 7/8 anni in entrambe le storie;  il lui, Ian nella versione italiana, J.D. Jameson in quella america, è in realtà attratto dalla protagonista femminile, Jennifer, italiana,  Payton  l’americana, ma poiché capisce che non verrà mai ricambiato, per motivi poco logici e davvero complicati, la odia.  Questa la linea generale, si amano ma non lo sanno, varie vicessittudini sul lavoro, si innamorano e vissero felici e contenti, in realtà sono i particolari a fare la differenza, perchè trame sul genere ne abbiano lette molte.

In entrambi i romanzi lei è vegetariana, i genitori di lui sono ricchi snob, i genitori di lei hippie mancati, le famiglie si incontrano e per fattori di classe si osservano a distanza di sicurezza; lui ricco ma in conflitto con la famiglia, lei meno ricca con parenti stravaganti. Le uguaglianze continuano, così come i momenti di incontro, le notti passate nella stessa stanza per incidenti di comunicazione, i personaggi secondari, i litigi.

Unica differenza l’elemento di disturbo:  Ti prego lasciati odiare: lui chiede a lei di fingersi la sua fidanzata per allontanare pretendenti oche;  Questione di pratica: dopo 8 anni da associati i soci anziani devono scegliere uno dei due per la promozione.

Conclusione: entrambi i libri sono comunque piacevoli, ma basta leggerne uno, non occorre acquistarli entrambi.

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