Triennale di Milano: Michel Comte. Crescendo Fotografico

“E’ un cavaliere errante della fotografia: un vagabondo, un avventuriero, un nomade con la macchina fotografica”. Così l’attrice Geraldine Chaplin, più volte ritratta da Comte, definisce l’artista nato nel 1954 a Zurigo, ma girovago per natura: da Parigi a New York, passando per Los Angeles.

Per raccontare l’artista e il personaggio Michel Comte, Keller propone un percorso espositivo che si snoda attraverso 87 immagini e 20 collage, ognuno composto da provini fotografici di vari rullini che permettono una visione estesa della complessità del suo lavoro prima di arrivare allo scatto finale.

La scelta delle immagini in mostra fornisce una dimensione più ampia del lavoro del fotografo: non solo le famose campagne pubblicitarie o i famosi nudi ma un Comte ritrattista in bianco e nero. Immagini come quelle che immortalano Jeremy Irons, Frank Zappa, Penelope Cruz, Giorgio Armani e Julian Schnabel, solo per citarne alcune, rivelano una sensibilità e una capacità di introspezione meno conosciuta. Molti ritratti come quello dell’artista Louise Bourgeois, per esempio, sono immagini di grandi dimensioni che migliorano con il passare del tempo rispetto al loro scatto originale.

L’idea è quella di presentare fotografie che ritraggano non soltanto personalità, personaggi famosi, musicisti o attori ma che siano anche una testimonianza del periodo storico in cui sono state scattate, gli anni ottanta e novanta.

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