70 asiatici colonizzarono l’America

Guidati da Jody Hey, professore di genetica presso l’ateneo, i ricercatori della Rutgers hanno infatti sviluppato un sistema che permette di risalire da informazioni generiche a modelli di diffusione delle popolazioni, come nel caso di gruppi che abbandonano le loro popolazioni originarie per seguire un proprio destino. Lo studio relativo agli asiatici, poi divenuti i Nativi Americani, è apparso sul numero di giugno del PLoS (Public Library of Science) Biology, nel quale Hey spiega: “Dalle stime emerge che il gruppo che ha fondato il nuovo mondo era composto da circa 70 individui ed i calcoli hanno inoltre indicato che questo rappresenta circa l’1% dell’effettiva dimensione della popolazione asiatica originaria stimata.” Per quanto riguarda le date, sempre Hey indica che queste corrispondono a quelle dei reperti archeologici, per un periodo che va da 12.000 a 14.000 anni fa. I ricercatori sottolineano inoltre che tali studi tendono a considerare “solo” gli individui adulti in età riproduttiva, quindi le 70 persone della stima potrebbero arrivare sino a 200 unità, se si contassero anche anziani e bambini. Alla base degli studi di Hey c’è la genetica, egli ha infatti utilizzato nove geni di popolazioni asiatiche e di nativi americani, che erano già noti agli esperti. La ricerca di Hey non può comunque dirsi conclusa, lo stesso ricercatore ha infatti sottolineato come manchino ancora pezzi al mosaico di queste ondate migratorie dall’Asia. Probabilmente, una serie di spostamenti (da e verso l’Asia) successivi a quello descritto da Hey, avrebbero dato vita a gruppi linguistici come atabaschi, aleutine ed eschimesi.

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