A Milano, The Keith Haring Show

Per illustrare il contesto attorno a cui è nata e si è sviluppata l’arte di Keith Haring, i curatori della mostra, Gianni Mercurio e Julia Gruen, hanno poi raccolto una vasta documentazione fotografica di circa seicento immagini. E’ tra il 1980 ed il 1990 che la frenetica attività di Haring, protagonista della scena newyorkese degli anni ’80, ha registrato il momento più produttivo, con wall drawing metropolitani, tele, disegni, sculture, oggetti e gadget, sempre caratterizzati da un segno personale ed esclusivo che lo hanno fatto identificare come uno dei grandi testimoni della sua epoca. Oggi più che mai, a quindici anni dalla sua morte avvenuta
quand’era ancora trentunenne (febbraio del 1990), i suoi lavori e il suo linguaggio continuano ad affascinare il pubblico di tutto il mondo con il suo stile personale e per la capacità di portare
all’evidenza lati oscuri e misteriosi della vita. Questa grande esposizione milanese offre così un quadro esaustivo della complessità del suo lavoro, ne evidenzia
l’attualità, ma pone anche l’accento sui complessi rapporti che la sua arte ha con iconografie e tematiche
dell’arte occidentale (dal Medioevo agli anni Sessanta) e delle culture tribali africane, asiatiche e sudamericane (precolombiane in particolare). Il percorso espositivo della mostra
"The Keith Haring Show" dà corpo al concetto di "all over" caro a Haring, secondo cui “l’arte deve poter essere per tutti e dappertutto”.
Tra le tele di grandi dimensioni che saranno presentate a Milano alcune raggiungono
oltre dieci metri di base o di altezza, tra queste le scenografie realizzate per la discoteca Palladium di New York, tempio della vita notturna negli anni ’80, e la scenografia realizzata per “The Marriage of Heaven and Hell” di Roland Petit per il Ballet National de Marseille. Saranno inoltre esposte le famose “subway drawings”, le maschere “primitive” e cubiste, i grandi vasi di terracotta, le sculture totemiche in legno pittogrammate e quelle in metallo con i suoi omini realizzati con colori primari, le statue in gesso del David di Michelangelo o Madame Pompadour. In occasione della mostra, Skira edizioni pubblicherà un catalogo con testi in lingua italiana ed inglese, mentre Chrysler ha prodotto uno spettacolare filmato, integrato da video tratti dagli archivi della Keith Haring Estate, dal titolo
"Haring ALLOVER, un viaggio con Chrysler". Maggiori informazioni sono disponibili sul sito
www.triennale.it.

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