A Roma i capolavori di Antonello da Messina

Le opere di Antonello, 45 quelle riconosciute e arrivate sino a noi, sono infatti sparse per tutto il mondo e, per ogni museo, istituzione o privati che le possiedono, sono di importanza strategica. Si possono ammirare opere come il "San Girolamo nello studio" e la "Madonna col Bambino (Madonna Salting)”" della National Gallery di Londra, così come il "San Sebastiano" di Dresda, la "Crocifissione" di Anversa, il "Cristo alla Colonna" del Louvre, tanto per citarne solo alcune. E ancora i ritratti più famosi, oltre naturalmente alle opere presenti sul territorio italiano, in particolare siciliano, come la notissima "Annunciata" di Palermo o il "Ritratto d’uomo (Ritratto di ignoto marinaio)" di Cefalù. La mostra, curata da Mauro Lucco, docente di Storia dell’Arte dell’Università di Bologna, con il coordinamento scientifico di Giovanni C.F. Villa dell’Università di Bergamo e il concorso di un comitato scientifico internazionale, si propone di ricostruire compiutamente la figura di Antonello, anche attraverso l’esame delle tematiche da lui sviluppate: dalla serie delle "Annunciate" ai celeberrimi "Ecce homo", alle "Crocifissioni", sino all’altissima poesia dei volti. Il percorso di formazione della mostra è stato accompagnato, caso unico, da un’indagine a tappeto sul corpus antonelliano, condotta in modo non invasivo con l’utilizzo delle più moderne tecnologie all’infrarosso. La campagna di indagini ha consentito di scoprire dati e particolari illuminanti sulla carriera di Antonello. E se la mostra delle Scuderie del Quirinale si presenta come la prima, praticamente completa, esposizione monografica dedicata ad Antonello da Messina, è anche vero che la grandezza di questo straordinario pittore sarà messa a confronto, nel percorso espositivo, con quella di altri artisti come Jan van Eyck, Giovanni Bellini e Alvise Vivarini, per restare nell’ambito del ritratto. Per altri versanti, e tra gli altri, saranno presenti il maestro di Antonello, Colantonio, e figlio Jacobello, Antonello da Saliba, Giovan Battista Cima da Conegliano, Petrus Christus, Francesco Laurana, Jacometto Veneziano, fino a raggiungere il numero di 60 opere in mostra, di cui poco meno di 40 di Antonello.

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