Acqua calda: studio prova effetto anti dolore

Se portata a temperature superiori ai 40 gradi, l’acqua sarebbe infatti in grado di attivare i recettori cellulari del calore, bloccando così il meccanismo, basato sui messaggeri chimici, che consente al cervello di percepire la sensazione di dolore. Per arrivare a tali conclusioni, Brian King ed il suo team di ricercatori hanno utilizzato un sistema di monitoraggio capace di analazzare le reazioni dei recettori di calore (TRPV1) e di dolore (P2X3) a livello cellulare.Durante la conferenza della Physiological Society nella quale è stata illustrata la ricerca, gli studiosi hanno inoltre affermato che l’effetto dell’acqua calda, usata secondo tradizione per combattere i dolori causati da coliche, dolori mestruali, crampi o cistiti, permane per oltre un’ora dall’applicazione. Secondo King, agendo a livello molecolare, la "vecchia" borsa dell’acqua calda può quindi avere effetti simili ad alcuni antidolorifici. In futuro, ulteriori studi chiariranno se l’azione evidenziata dal calore sui meccanismi di percezione del dolore a livello cellulare potranno essere utilizzati anche per lo sviluppo di nuovi farmaci contro il dolore.

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