Acqua di casa mia: l’acqua secondo Coop

Gli italiani bevono una media di 195 litri a testa all’anno di acqua minerale (primi in Europa e terzi nel Mondo, dietro agli Emirati Arabi e al Messico), dalle fonti alla tavola il trasporto dell’acqua mette in movimento nel nostro Paese ogni anno qualcosa come 480.000 tir (messi uno accanto all’altro formano una fila di 8000 km, un viaggio andata e ritorno Roma-Mosca). Se poi dall’acqua soltanto bevuta si arriva all’acqua consumata (per mangiare, lavare, far funzionare siti produttivi e agricoli etc) si scopre che ogni italiano usa al giorno 237 litri d’acqua (uno statunitense 425, un francese 150, un abitante del Madagascar 10).Numeri impressionanti che stanno alla base di "Acqua di casa mia", la nuova campagna consumerista di Coop che ha l’obiettivo di dare ai soci e consumatori tutti gli elementi necessari per fare scelte consapevoli."Acqua di casa mia" si concretizza con tre filoni informativi (la situazione in Italia delle acque di rubinetto, le caratteristiche specifiche e la mappatura delle acque minerali, gli sprechi idrici) che si condensano in un ventaglio di materiali messi a disposizione dei soci e consumatori. A partire dallo "scaffale parlante": ovvero manifesti con precise indicazioni delle fonti sia locali che nazionali e della loro ubicazione geografica, legende sui diversi tipi di acque minerali, consigli sui comportamenti corretti nella vita di tutti i giorni per evitare gli sprechi domestici.Chi vuole può decidere di ricorrere, più di quanto già si faccia, all’acqua di rubinetto (gli ultimi dati Nielsen paragonando gennaio-agosto 2010 su anno precedente registrano un -4,7% di vendite di acqua minerale), normalmente un’acqua di buona qualità e sicura da un punto di vista igienico. Altra strada è poi quella di scegliere acque minerali vicine, così da limitare il trasporto su gomma (sulle nostre autostrade viaggia ancora l’82% dell’acqua minerale). Intanto Coop ha lavorato sul proprio prodotto a marchio riducendo già nel 2009 la grammatura delle bottiglie rispetto a quella del 2007, in percentuale variabile dal 13 al 20% (a seconda dei diversi impianti di imbottigliamento), poi da un mese ha raddoppiato le fonti di approvvigionamento della propria acqua a marchio aggiungendo alle 2 fonti originarie (sorgente Grigna in provincia di Lecco e monte Cimone in provincia di Modena) le sorgenti Valcimoliana (Pordenone) e Angelica (Perugia). La disponibilità di 4 fonti (ma si sta lavorando per individuarne un’altra al Sud) permetterà di ottenere, a regime, una riduzione della distanza media che le bottiglie devono compiere di circa il 12%. Su scala annuale significa 235.000 chilometri in meno, pari a 388 mila chilogrammi di CO2 non emessi. Infine ha inserito in assortimento una caraffa filtrante a marchio Coop per uso domestico.

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it

    E se vuoi scopri e condividi anche tu le ultime notizie di Attualità:

    Ancora nessun commento

JUGO > Attualità > Acqua di casa mia: l’acqua secondo Coop