Addio Valcareggi, il CT dell’Europeo

L’uomo di Italia-Germania 4-3, l’uomo della sfida ai primi veri e forse unici ‘galattici’ mai apparsi sulla terra: i brasiliani di Pelè. Se n’è andato così, in punta di piedi, senza far troppo rumore ma lasciando alle spalle l’eco degli applausi e dell’affetto di coloro che l’hanno avuto come allenatore, una generazione intera che ha i capelli bianchi da un pezzo e dei tifosi che non hanno dimenticato quelle emozioni in bianco e nero. Nel calcio dell’estro e del catenaccio, lui ha saputo dare alla nostra nazionale ciò che dopo di lui solo Bearzot ha saputo regalarci e cioè un sogno. Il sogno di essere campioni, i primi tutti. Campioni d’Europa. Bearzot cresciuto alla sua scuola ci ha saputo portare in cima al mondo, ma senza Valcareggi non avremmo avuto Bearzot per stile, caparbietà tipica dei friulani, educazione, competenza. Unanime il cordoglio del mondo del calcio e della stampa che a quei tempi non fu mai tenera con lui. Come non lo fu con alcuni dei suoi successori. Da gentiluomo non alzava mai i toni. Da gentiluomo ammiccava e si chiudeva nelle spalle forti di colui che si vantava di aver visto giocare Valentino Mazzola, per lui il più grande di tutti. Se ne va con Valcareggi una parte di quel calcio romantico da panini e vino rosso. Del calcio solo la domenica e solo allo stadio. Del calcio italiano campione d’Europa.

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