AIFA: Antibiotici si, ma con cautela

Lo sviluppo dell’antibiotico resistenza in Italia e in tutti i Paesi europei, legato all’incremento e all’uso inappropriato degli antibiotici, costituisce infatti un problema di particolare rilievo per la tutela della salute dei cittadini tanto da spingere istituzioni internazionali come l’Oms a lanciare l’allarme.In tale ottica l’Agenzia Italiana del Farmaco, L’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali hanno realizzato la Campagna di comunicazione ad hoc "Antibiotici si, ma con cautela" con l’obiettivo di informare i cittadini dell’importanza di ricorrere agli antibiotici solo quando necessario e dietro prescrizione del medico che ne accerti l’effettiva utilità e di non interrompere mai la terapia prima dei tempi indicati dal medico o, comunque, solo dietro sua indicazione.Alcuni germi patogeni importanti, infatti, hanno sviluppato livelli di antibiotico resistenza che arrivano anche al 90% e alcuni ceppi (tra cui il Microbatterio della tubercolosi) sono divenuti resistenti a tutti i 100 antibiotici disponibili tanto che in un futuro prossimo si comincia a temere di non poter disporre più di alcun farmaco per combattere le infezioni.Fattori determinanti nello sviluppo dell’antibiotico resistenza sono l’incremento dei consumi che, per alcune molecole, ha fatto registrare picchi addirittura del 400% come è evidenziato nei dati e nella relazione del Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco Guido Rasi e l’impiego non corretto emerso dal sondaggio "Gli italiani e gli antibiotici" presentato dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci.

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