Aiuto, sono un eBaynomane!

Inutile che vi spieghi di cosa si tratta. Un universo mondo di articoli da acquistare che ti si dischiude tra le dita con un semplice click. Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, da Singapore a Hon Kong, non c’è oggetto raro, imperdibile, introvabile, strano, d’uso quotidiano o bene di prima necessità che qui non possa essere scovato e fatto proprio in pochi secondi. Ora, i più maliziosi tra voi penseranno che dietro questo pistolotto ci sia della pubblicità occulta. Niente di più falso. Intendiamoci, non che se il signor eBay ci proponesse un publiredazionale a pagamento o un semplice banner la cosa ci farebbe schifo. Affatto. Semplicemente questo non è accaduto e l’entusiasmo del sottoscritto verso la casa d’aste globale e il frutto di vero e sincero innamoramento. Vedete, io sono affetto da moltissimo tempo da quella che gli psicologi definiscono Sindrome da Shopping. Secondo alcuni studi sulle tipologie di spese effettuate dagli individui affetti da tale psicopatologia, si osserva una "certa ripetitività dell’acquisto di un certo tipo di prodotti, che vengono comprati come se si fosse alla ricerca di importanti pezzi mancanti di un puzzle interiore da completare". Nel mio caso, almeno fino a qualche tempo fa, oggetto dello shopping compulsivo son sempre stati i libri. Migliaia di volumi accumulati, nell’arco di vent’anni, da far invidia alla biblioteca pubblica di un piccolo comune. Eppure c’è sempre qualcosa che manca. Magari un vecchio galateo dei primi del secolo scorso, per me una vera passione, o la prima edizione di quel trattato di antropologia religiosa che avevo sempre desiderato. Per non parlare, poi, dei libri ricette d’antan o della letteratura sempre più copiosa dedicata al graal e ai cavalieri della tavola rotonda. Questa sorta di infinita ricerca, pari solo a quella del prezioso calice, ha subito una prima impennata dal momento in cui mi sono accostato al mondo dell’e-commerce librario ed antiquario. Volete mettere la comodità di starsene ben comodi in poltroncina e con la pipa in bocca a "cacciare" tra migliaia di volumi rari sparsi per tutto il globo. Certo, forse sarà meno romantico di un giro tra i mercatini di Roma o Pisa, ma il prezioso bottino è quasi sempre assicurato. La vera svolta, però, è stato l’incontro con eBay. Una dimensione sconfinata, un macrocosmo in perenne mutamento e da esplorare di continuo. Ed è così che, complice anche l’azzardo intrinsecamente legato al meccanismo delle aste, sono diventato un compulsive e-buyer. Un eBaynomane. Il passo dai libri ad ogni altro genere di oggetto messo in vendita è stato breve. Ora, non c’è giorno che non veda una mia piccola, simbolica partecipazione a qualche proposta d’acquisto. Anche solo per un obolo di pochi euro destinato ad accaparrarmi l’oggetto vintage o di modernariato che, in altri tempi, mai avrebbe meritato un posto nell’angolo più recondito della mia cantina. Se poi trascorro qualche tempo distante dal computer, magari in vacanza, vado letteralmente a "rota". In crisi di astinenza, insomma. Rapporto perverso, penserete. Non più di tanto. In fondo la letteratura medica enuclea tre fasi del compulsive spending: il corteggiamento, l’eccitazione del possesso e il senso di colpa dopo l’atto compiuto. Che ne dite? Non è poi tanto diverso da quel che usualmente accade tra amanti. Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris nescio, sed fieri sentio et excrucior (Ti odio e ti amo. Come possa fare ciò, forse ti chiedi. Non lo so, ma sento che così avviene e me ne tormento). Lo scriveva Catullo un paio di migliaia di anni prima che inventassero eBay…

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