Allarme per i tatuaggi da spiaggia

In loro aiuto
arriva la tecnica dell’hennè, con la quale si realizza una sorta di tatuaggio
usa e getta. Fino ad oggi, la tintura utilizzata per queste "decorazioni" era
ritenuta totalmente innocua e rappresentava un’ottima possibilità per chi voleva
togliersi uno sfizio, senza poi portarne i segni per tutta la vita. Dai pediatri
dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù arriva però un allarme riguardante proprio
l’hennè. Questa tintura, infatti, non sarebbe proprio così naturale come viene
presentata. Probabilmente, ad un base realizzata a livello artigianale, vengono
aggiunte delle sostanze chimiche per favorirne la produzione a livello
industriale, al fine di abbassarne i costi. Questo coinciderebbe con la comparsa
di sostanze allergizzanti, che, restando a contatto con la cute per almeno due
settimane, potrebbero provocare reazioni eczematose, così come lesioni
vescicolose, che danno molto prurito e se ci si gratta anche infezioni
batteriche, soprattutto da stafilococco. Un altro pericolo, inoltre, è legato
alle scarse condizioni igieniche per il tattoo da spiaggia. "Il rischio è di
sviluppare irritazioni come follicoliti o infezioni batteriche e fungine –
spiega Maya El Hachem, responsabile dell’Unità Operativa di dermatologia del
Bambino Gesù di
Roma – anche su questo fronte infatti non ci sono controlli, si crede che i
tatuaggi all’hennè siano innocui ma non è affatto detto".

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