All’asta l’inedita ironia di Leopardi

I componimenti in questione sono stati scritti in età molto giovane, neanche 12 anni, ma confermano senza alcun dubbio la precocità del poeta. Prima di giungere al suo "pessimismo cosmico", Giacomo Leopardi sarebbe quindi passato attraverso un periodo dove la malinconia lasciava spazio alla sicurezza e alla vivacità tipica di una ragazzino. Nella poesia indirizzata alla nonna, ovvero alla contessa Virginia Mosca Leopardi, il genio di Recanati si sbilancia fino a scriverle che se il componimento non fosse stato di suo gradimento, avrebbe potuto gettarlo: "nel cacator buttatelo, o dove mai volete". Nel secondo manoscritto, Leopardi si rivolge invece a don Sebastiano Sanchini, al quale viene fatto notare, sempre con una certa ironia, come l’allungamento dell’orario quotidiano dedicato allo studio appaia come cosa "vergognosa". Le due opere, capaci di offrire nuovi ed importantissimi indizi sull’infanzia del poeta di Recanati, saranno ora ceduti al miglior offerente. Il 15 giugno, infatti, Christie’s batterà all’asta i manoscritti, ad un prezzo stimato che va dai 20 ai 22 mila ognuno.

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