Allergici al cellulare? Colpa del nichel

A pochi giorni dalla pubblicazione di uno studio secondo cui il cellulare può addirittura favorire l’insorgenza della fastidiosissima sindrome del tunnel cubitale, arriva dal convegno annuale della SIDeMaST la notizia che più di 10 mila gli italiani soffrono di dermatiti dovute alle componenti dei dispositivi.A differenza di altri prodotti, infatti, non esiste una regolamentazione chiara sulle quantità massime di nichel e cromo che i costruttori possono utilizzare nella costruzione di scocche per i telefonini. Il risultato, secondo la Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse, è un aumento esponenziale di questo tipo di allergie soprattutto tra i più giovani, ovvero gli utenti che fanno un maggiore utilizzo del cellulare. I medici auspicano dunque l’emanazione di norme che regolino le quantità massime di nichel, ma anche di cromo, presente nellìinvolucro dei cellulari.A seguito della segnalazione pervenutaci dal Nickel Institute, una organizzazione non profit che rappresenta gli interessi di 29 compagnie che insieme generano oltre il 90% della produzione mondiale annua di nichel, pubblichiamo la precisazione del Presidente del Nickel Institute, Steve Barnett: "Gli approfondimenti giornalistici realizzati in questi giorni da alcuni organi di informazione italiani hanno evidenziato gli aspetti legati agli effetti allergici che il nickel può provocare nei soggetti predisposti. E’ tuttavia necessario segnalare come non sia corretto sostenere che la presenza di nickel nei telefoni cellulari non è regolamentata. Non più tardi del 15 gennaio 2009, infatti, la Commissione ha chiarito come i telefoni cellulari – proprio perché possono entrare in ‘contatto diretto e prolungato con la pelle’ – rientrano tra quei prodotti regolamentati dalle Direttive Europee 27 del 1994 (94/27/EC) e 96 del 2004 (2004/96/EC) sul nichel”."Il Nickel Institute ha accolto con favore la specifica della Commissione Europea – aggiunge Barnett – che ha in particolare avuto il merito di sottolineare come sia possibile utilizzare il nichel in tutte le parti fondamentali dei componenti interni dei telefoni cellulari, limitando le applicazioni che potrebbero comportare un contatto prolungato tra il metallo e la pelle. La Direttiva ha proprio lo scopo di tutelare i consumatori dalla eventualità di subire gli effetti delle allergie cutanee dovute al prolungato contatto tra i componenti contenenti nichel e la pelle, pur permettendo ai produttori di utilizzare il nichel nelle molte ed essenziali funzioni del metallo per quanto riguarda la componentistica interna".Il nichel è a volte utilizzato sulla superficie dei telefoni cellulari per ragioni estetiche, oltre che essere utilizzato anche in componenti interne come il diaframma del microfono, i collegamenti elettrici e i condensatori e può essere, in diversa misura, una delle componenti chimiche della batteria. La Direttiva Nickel, entrata in vigore nel 2005, vieta l’uso del nichel in prodotti destinati ad entrare in “contatto diretto e prolungato" con la pelle, a meno che il prodotto soddisfi un limite (.5μg/cm2/alla settimana) di migrazione del nichel, ovvero il rilascio delle particelle del metallo. Queste condizioni sono contenute in un emendamento alla Direttiva, elaborata inizialmente per affrontare la problematica delle reazioni allergiche causate dalla nichelatura degli oggetti, quali ad esempio gioielli, orologi, bottoni e zip.

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