Allevare mucche, un toccasana

Come riferito dalla Coldiretti, la ricerca ha messo in evidenza che gli allevatori di mucche da latte hanno un rischio di
tumori polmonari inferiore rispetto a chi lavora nell’industria o nei servizi,
una probabilità di ammalarsi che si riduce ulteriormente con l’aumento del numero di animali allevati.
La ragione di tale azione protettiva è da ricercare nelle stalle, in
particolare nell’esposizione alle endotossine o agli altri fattori ambientali
presenti negli allevamenti. Dal mondo scientifico arriva dunque un’ulteriore conferma del valore multifunzionale dell’attività agricola che, oltre a contribuire alla crescita economica e alla sostenibilità ambientale, può svolgere
un’azione positiva nella tutela della salute. In Italia – riferisce la Coldiretti – sono presenti circa 57mila allevamenti da latte, meno di un terzo delle imprese attive quindici anni ma con un aumento della dimensione media delle stalle che ha di fatto reso invariata la produzione complessiva di latte.
Secondo la Coldiretti, una delle cause che hanno determinato il calo del numero di allevamenti da latte è
la riduzione dei prezzi riconosciuti agli allevatori a fronte dell’aumento di quelli al dettaglio pagati dai cittadini, che ha ostacolato i consumi: il prezzo del latte si moltiplica per quattro passando da un valore di poco più di 32 centesimi pagato alla produzione fino a oltre 1,36 euro al consumo.
Una situazione che
potrebbe cambiare anche grazie al recente obbligo di indicare nelle confezioni il luogo di provenienza o mungitura del latte fresco.
Rendendo più trasparente il percorso del latte dalla stalla al negozio, si
spera infatti in una ripresa dei consumi di un alimento indispensabile alla salute e
in una più equa redistribuzione del valore tra le varie componenti della filiera.

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