Altroconsumo sul problema latte

Anche se non vi sono emergenze per la tutela della salute, per Altroconsumo risulta infatti inaccettabile che un prodotto non classificabile come latte continui a essere venduto come tale. Altroconsumo, nel pieno rispetto del lavoro d’inchiesta in corso, chiede alle autorità pubbliche di intervenire immediatamente per individuare in quali prodotti in vendita al consumatore sia contenuto il latte sofisticato. Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo, si è così espresso: “E’ un episodio grave che dimostra come la tracciabilità sia ancora lettera morta” ed ha aggiunto “L’episodio fa tornare alla memoria la vicenda del vino al metanolo, dove purtroppo le conseguenze per la salute dei consumatori furono ben più drammatiche. Ma i presupposti sono gli stessi: sofisticare un alimento per poter lucrare, ingannando i consumatori”. Il sistema della tracciabilità, in vigore dal gennaio di quest’anno, dovrebbe permettere di seguire la genesi di un prodotto alimentare, individuando tutti i passaggi intermedi e la sua veste finale. Perché non si usa la tracciabilità per risalire immediatamente ai prodotti ? L’associazione indipendente di consumatori chiede che sia fatta rapidamente chiarezza, fornendo anche i nomi delle marche coinvolte, i numeri di lotto e qualsiasi riferimento che possa consentire al consumatore di non comprare questo latte che vero latte non è. Nel frattempo Altroconsumo consiglia i consumatori, se possibile, di privilegiare l’acquisto di latte fresco, finché non saranno disponibili informazioni più dettagliate su quali prodotti evitare.

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