Anoressia legata ad aree piacere

La teoria proposta da Kaye
spiegherebbe inoltre la natura di tutti i principali sintomi dell’anoressia. In
particolare, la ricerca ha registrato come le donne che hanno sofferto di
anoressia, indipendentemente dall’età, dal peso e dalla durata della
malattia,  mostrano una maggiore attività dei recettori dopaminergici. Per
giungere a questa conclusione, gli esperti hanno somministrato a donne sane e ad
ex-anoressiche alcune molecole capaci di legarsi a determinati recettori, così
da poter osservare, attraverso la PET, il grado di affinità dei legami. Nelle
pazienti con una storia di anoressia, si è così registrato un’eccessiva
attività recettoriale in due specifiche aree del cervello: la prima, sede dei
circuiti che regolano l’appagamento e la seconda, preposta a gestire il senso di
pericolo. La scoperta, come detto, trova conferma nei più comuni sintomi
dell’anoressia, come la perdita di appagamento da cibo, la mancanza di
positività e l’incapacità di avvertire il pericolo per la propria salute. Ora
sarà necessario capire se la predisposizione alla malattia dipenda da alcune
disfunzioni genetiche.

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it

    E se vuoi scopri e condividi anche tu le ultime notizie di Attualità:

    Ancora nessun commento

JUGO > Attualità > Anoressia legata ad aree piacere