Antitrust: multato il ‘cartello’ della pasta

Le multe, ha spiegato il Garante, sono state determinate tenendo conto dell’eccezionale incremento del costo della materia prima e della situazione di difficoltà del settore. L’entità delle sanzioni è invece rapportata al ruolo specifico svolto dalle aziende nella realizzazione degli accordi, alle iniziative tese a contenere gli aumenti, alle perdite di bilancio registrate nell’ultimo triennio."L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 25 febbraio 2009, ha deliberato che le società Amato, Barilla, Colussi, De Cecco, Divella, Garofalo, Nestlé, Rummo, Zara, Berruto, Delverde, Granoro, Riscossa, Tandoi, Cellino, Chirico, De Matteis, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Liguori, Mennucci, Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano, insieme all’Unipi, Unione Industriali Pastai Italiani, hanno posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo di vendita della pasta secca di semola da praticare al settore distributivo, sanzionata con multe per complessivi 12.495.333 euro. Sono invece risultate estranee all’intesa, a diverso titolo, le società Gazzola, Mantovanelle e Felicetti, nei confronti delle quali era stata ugualmente avviata l’istruttoria".Va infine sottolineato che i produttori sanzionati sono rappresentativi della stragrande maggioranza del mercato nazionale della pasta (circa il 90%) e che l’Unipi è l’associazione di categoria più rappresentativa del settore. Sanzionato, con 1000 euro, anche l’intesa realizzata da Unionalimentari.

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