Antitrust, più chiarezza sui prezzi

Secondo Coldiretti, con la delibera approvata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l’Antitrust rileva che i considerevoli e ripetuti aumenti dei prezzi finali di vendita di molti beni alimentari, intervenuti nel corso degli ultimi anni, possono essere indicativi di particolari criticità nell’offerta dei servizi distributivi. Tale situazione si è inoltre venuta a verificare nonostante un forte calo dei prezzi alla produzione agricola che hanno fatto segnare un meno 5% (- 17% per le verdure) nel 2004 e che sta anche determinando preoccupanti effetti sul lato dei consumi alimentari, come dimostra la riduzione dell’1% stimata dall’Ismea, negli acquisti familiari delle famiglie nel 2004. Dai dati Coldiretti emerge che di circa 451 Euro al mese che ogni famiglia ha destinato per gli acquisti di alimenti e bevande nel 2004, oltre la metà per un valore di ben 230 Euro (51%) vanno al commercio e ai servizi, 135 (30%) all’industria alimentare e solo 86 (19%) alle imprese agricole. Un’analisi che dimostra un sostanzioso divario tra i prezzi all’origine e quelli al consumo, con prezzi dal campo alla tavola che, in alcuni casi, aumentano fino a cinque volte. Su tutti, l’esempio del barattolo di passata, qui il prezzo del pomodoro pagato all’agricoltore incide per circa il 9%, mentre nella pasta quello del grano per appena il 7% e per il latte fresco una busta da un litro è esattamente il quadruplo del reale costo del prodotto che esce dalla stalla.

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