Anziani: memoria ‘perde’ i dettagli

Pubblicato su Nature Neuroscience, lo studio ha confrontato i risultati delle risonanze magnetiche funzionale (fMRI), ottenute con l’utilizzo di scanner cerebrali, di giovani (tra 19 e 30 anni) e anziani (da 60 a 77 anni) impegnati a memorizzare alcuni visi inseriti in un contesto. Chiamati a ricordare ciò che avevano precedentemente visto, sia anziani che giovani hanno evidenziato un’intensificazione dell’attività del "giro paraippocampale-linguale sinistro", un’area del cervello nota per la capacità di elaborare le scene. La differenza tra i due gruppi si è invece evidenziata quando Adam Gazzaley ed il suo team hanno chiesto ai volontari di ricordare determinati visi. In questo caso, infatti, gli anziani hanno mostrato maggiori difficoltà rispetto ai giovani, nei quali si è inoltre riscontrata una diminuzione dell’attività del "giro paraippocampale-linguale sinistro", cosa che non è invece avvenuta nella maggior parte dei soggetti più vecchi. Se 6 anziani su 16 hanno evidenziato capacità simili a quelle dei giovani, ben 10 "vecchietti" si sono invece dimostrati incapaci di adattare l’attività cerebrale al nuovo comando. Secondo i ricercatori, tali risultati dimostrano l’esistenza, per alcuni anziani, di difficoltà nell’eliminare le "informazioni di contorno" quando ci si deve invece concentrare su determinati "obiettivi". Un nuovo studio sembra ora intenzionato a scoprire perché ciò avvenga solo in alcuni casi.

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