Aopi: una onlus al fianco dei bambini

Un fenomeno che riguarda soprattutto i casi chirurgici e che interessa anche gli adolescenti fra i 15 e i 17 anni, divisi tra aree pediatriche (12,2%) e reparti per gli adulti (87,8%). Si tratta di una tendenza in contrasto sia con la Convenzione Internazionale di New York che con la Carta Europea dei bambini degenti in Ospedale, tanto da far fiorire una nuova rete composta da nove Istituzioni Ospedaliere: l’Associazione degli Ospedali Pediatrici Italiani (Aopi) onlus. Presieduta dal direttore generale del Meyer Paolo Morello, l’associazione si occuperà proprio di diffondere e valorizzare la Carta dei Diritti del bambino in Ospedale. Tra gli obiettivi c’è quello di segnare un vero punto di svolta per tutto il Servizio Sanitario Nazionale, in modo tale che l’applicazione della Carta dei Diritti del Bambino in Ospedale porti giovamento ai degenti e alle rispettive famiglie. In prima fila, con l’Aopi, troviamo l’ospedale Meyer di Firenze, il Gaslini di Genova, il Burlo Garofalo di Trieste, l’OIRM S.Anna di Torino, il Bambin Gesù di Roma, il Salesi di Ancona ed il Santobono di Napoli, insieme ai Dipartimenti di Pediatria dell’Ospedale di Padova e agli Spedali Civili di Brescia. Protagonisti dell’iniziativa e fermi sostenitori dei quattordici principi della Carta dei Diritti del bambino in Ospedale, coloro che hanno aderito all’Aopi onlus mirano a realizzare e diffondere il progetto di individuare e creare strutture e servizi ideali per neonati, bambini e adolescenti.

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