Apologia della vanità

A costui dobbiamo esser grati per averci fatto scoprire che tutto è vano tranne le tabelle millesimali e la ripartizione delle spese per la pulizia delle scale. Dopo di lui schiere di filosofi, pensatori e predicatori ci hanno ammorbato
l’esistenza ricordandoci ad ogni occasione la caducità e l’effimeratezza delle umane cose. Come se la vita non fosse già abbastanza difficile con il caro euro, l’influenza aviaria e l’ascesa inarrestabile del prezzo al barile del petrolio… E allora la bellezza, ne vogliamo parlare? Concetto effimero (e caduco) per eccellenza, cosa sarebbe il mondo senza bellezza? Che ne sarebbe
dell’arte, della poesia, della musica… Poi, la bellezza è cosa che trascende la dimensione puramente estetica e assurge al dominio della metafisica. Guardate, ad esempio il sottoscritto, pur lontano dall’essere un adone ama considerarsi un "piacione". In fondo la bellezza è una categoria
dell’anima e sfido qualunque strumento d’indagine radiografica, anche il più sofisticato, a dimostrare che la mia anima non è adonizzante. Se poi qualcuno avesse ancora da ridire, magari sui miei chili di troppo, potrei sempre tirare in ballo
l’antigrazioso boccioniano. Qualcuno di voi, cari lettori di Jugo, ha mai visto un ritratto di Casanova? Mica un Brad Pitt o un George Clooney… Un bruttino niente male. Eppure, uno che non aveva molti complessi e che, pare, si godesse la vita senza tanti problemi. Ma si, finiamola con i pistolotti sui cattivi modelli televisivi, sulle donne troppo magre o troppo belle. Impariamo a riconoscere il bello anche quando è un
po’ più celato, ma anche a goderne quando la natura ce ne fa dono. Siamo (siate) lievi e un tantino transigenti (mi rivolgo in particolare alle rappresentanti del gentil sesso) se anche noi di Jugo, una volta l’anno, cediamo alla tentazione di un calendario, magari con qualche modella. In fondo non è altro che un inno alla bellezza, per cui nutriamo il più alto rispetto, ma che siamo ben consci essere dote effimera e, ahinoi, transeunte. Ciò non toglie (mi rivolgo di nuovo alle rappresentanti del gentil sesso) che sfogliando le foto delle modelle in concorso per il calendario
"The Vanity Cal", non se ne possano apprezzare le evidenti doti senza sentirsi in alcun modo diminuite nelle proprie qualità (magari, solo meno apparenti). Per concludere questa fin troppo lunga excusatio non petita, permettetemi una boutade, anzi due. Sapete cosa avrebbe detto il tenero Giacomo (Casanova) scorrendo le foto in concorso (e lo ha detto, ma in un’altra occasione…), "Le donne sono come le ciliegie: una tira l’altra". Si, lo so non è molto carino, ma mi sembrava si sposasse molto bene con il logo della nostra testata…. Lo ammetto, anche noi di Jugo siamo uomini, non siamo dei santi e poi anche Agostino, uno che santo lo è diventato davvero, in gioventù andava ripetendo:
"Signore, fammi casto e puro, ma non subito!".

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it

    E se vuoi scopri e condividi anche tu le ultime notizie di Attualità:

    Ancora nessun commento

JUGO > Attualità > Apologia della vanità