Aranciate senza arance: è protesta

Dura la reazione dell’Adoc che giudica la decisione "gravissima", in quanto danneggia consumatori e Made in Italy. "Approvare il commercio di aranciate finte, prive di vero succo d’arancia, è gravissimo – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – i consumatori, soprattutto i più giovani, subiranno un gravissimo danno, sia economico che nutrizionale, si mette a rischio la salute e la qualità dell’alimentazione dei cittadini. Non solo, permettendo la messa in vendita di tali bibite, si crea un danno di centinaia di milioni di euro ai produttori di arance e al Made in Italy"."Lamentiamo, ancora una volta, l’assenza di una legge quadro sull’etichettatura e la tracciabilità, estesa a tutti i prodotti – denuncia Pileri -. Prevedere come obbligatoria l’indicazione del luogo d’origine e provenienza della materia prima agricola è fondamentale per tutelare la salute e i diritti del consumatore e il ‘Made in’. Crediamo sia opportuno agire a livello europeo con l’intento di realizzare, al massimo livello, un’uniformità normativa in merito alla produzione dei beni agroalimentari".Sulla stessa lunghezza d’onda sono i produttori di arance, con la Coldiretti in prima linea: "La sostituzione del succo con aromi e coloranti non è solo un inganno per i consumatori ma pone seri dubbi sugli effetti per la salute considerato che molte di queste sostanze sono oggetto di studi e verifiche per il loro supposto effetto negativo sui bambini (iperattività). D’altra parte l’elevato contenuto di zuccheri ha sicuramente effetti negativi sul preoccupante aumento della percentuale di casi di obesità e sovrappeso tra i giovani". In un momento storico in cui si cerca di promuovere il consumo di frutta e verdura quali soluzioni al problema obesità, la scelta comunitaria appare perlomeno in forte controtendenza.

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