Auto, ‘ma quanto mi costi?’

La causa di
questo insolito fenomeno sarebbe da ricercare, in primis, nell’aumento dei costi
di gestione, in particolare dei carburanti. Da non sottovalutare, comunque,
anche la paura per la decurtazione dei punti sulla patente, nonché i numerosi
blocchi del traffico causati dall’inquinamento nelle grandi città. E’ quanto
emerge dal XIV Rapporto Automobile ACI CENSIS presentato, questa mattina a Roma, dal Segretario Generale del
Censis, Giuseppe de Rita, e dal Presidente dell’ACI, Franco Lucchesi. Di certo,
non si può ancora parlare di un cambiamento definitivo del rapporto tra gli
italiani e le quattro ruote, ma si tratterebbe piuttosto di una sorta di
adattamento darwiniano (condizionato da fattori esterni). Secondo quanto
illustrato dall’ACI, il trend, inoltre, è
in una fase ancora troppo acerba per poter essere considerato di lungo percorso (o, addirittura, stabile), anche perché il carattere
"eterodiretto" della frenata e l’importanza delle 4 ruote nella storia del costume italiano invitano alla prudenza.
Per gli amanti delle statistiche, riportiamo alcuni dei dati salienti del
Rapporto: crescono i costi e frenano i consumi (da 21mila a 19mila km/anno); 
scende a 4mila euro l’anno la spesa media per l’auto (-9% rispetto 2003); le autostrade
vengono utilizzate di meno (-7,5%); il mercato dell’automobile attende nuovi incentivi (determinanti per 1 italiano su 2).
Va infine segnalato il successo della patente a punti, che, nel 2004, ha fatto
registrare meno incidenti (-18,3%), morti (-18,6) e feriti (-22%), ma anche meno multe, meno riparazioni e più
"bonus".

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