Avvocati gratis nei processi mediatici in cambio di pubblicità: è legale?

Chi cerca avvocati gratis lo fa spesso perché pensa che il caso che li riguardi sia di facile risoluzione. E’ una pretesa sbagliata che parte da un errore di fondo per cui molti utenti non esperti di diritto tendono a sottovalutare il lavoro di un avvocato (lo studio e l’impegno nell’aggiornamento che c’è dietro e le responsabilità connesse). Ma c’è una situazione diametralmente opposta di cui si parla meno e che invece sta diventando sempre più attuale: è possibile ottenere la difesa di un avvocato gratis (o è lecito che sia proprio lui ad offrire assistenza legale a costo zero) in cambio di popolarità e pubblicità? E’ innegabile che ci sono oggi alcuni processi penali che, per la loro particolare efferatezza o
per le implicazioni sociali che hanno, diventano mediatici, quasi virali. Tutti ne parlano, in tv e sui social, anche senza cognizione di causa. E i protagonisti, diretti e indiretti diventano volti noti: gli avvocati delle parti coinvolte in questi casi vengono spesso intervistati dai tg e perfino invitati come ospiti in tv (sebbene chiaramente sia loro interesse e dovere professionale non esporsi troppo sul caso e non rilasciare dichiarazioni troppo esplicite).

L’avvocato che offre consulenza gratis rischia sanzione disciplinare?

Non si tratta di episodi marginali. Basta accendere la tv o leggere un giornale o un sito di informazione per rendersi conto di quanti siano i processi mediatici che più di altri attirano e colpiscono l’opinione pubblica suscitando scandalo e indignazione. Sulla questione è dovuto intervenire il Consiglio Nazionale Forense che con sentenza n. 390/2016 ha reputato congrua la sanzione disciplinare della censura comminata dal COA (censura per comportamento non conforme alla dignità e al decoro professionale e violazione dell’articolo 19 del Codice Deontologico). Possiamo concludere quindi che commette un illecito disciplinare l’avvocato che, allo scopo di ricavarne notorietà, offra assistenza legale gratuita alle parti di un caso di cronaca di particolare clamore mediatico.

Quali forme di pubblicità sono lecite per gli avvocati

L’avvocato in sua difesa aveva fatto appello alla Legge Bersani che ha ammesso la pubblicità degli studi legali. Ma, conferma l’Ordine, questo non può significare ammettere qualsiasi forma indiscriminata di pubblicità. Nel condannare l’avvocato il Consiglio Forense ha tenuto conto, oltre che della rilevanza mediatica del caso, anche dell’assenza di precedenti rapporti con l’assistito che potessero giustificare per altre motivazioni (ad esempio amicizia o parentela) la consulenza gratuita.

La pubblicità per gli avvocati lecita è quella che ha lo scopo di informare il cliente, o futuro tale, sulle tariffe e le modalità di calcolo e di esecuzione del mandato. La proposta giuridica di tutela legale gratis che segua le modalità del caso specifico e sia dovuta allo stesso animus del professionista in cerca di fama e pubblicità a costo zero, costituisce violazione della dignità e del decoro professionale.

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