Benvenuti a Napoli (parte I)

Proveremo a tracciare brevemente un itinerario immaginario. Sono piccoli suggerimenti a cospetto di una città che regala continuamente sorprese ad ogni incontro. Per ragioni di spazio non possiamo citare tutto, ma consigliamo ardentemente di andare alla scoperta di queste meraviglie e di rimanere incantati lasciando andare il proprio cuore. La Certosa di
San Martino è
un’opera incredibile. I continui interventi di ristrutturazione appaiono in tutto il complesso monastico evidenti e molti sono gli artisti che nel tempo ne hanno decretato la definitiva trasformazione. La maestria
dell’opera di Cosimo Fanzago emerge nel trionfale barocco. Si rimane obnubilati entrando nel chiostro grande. Da qui la vista spazia sul golfo di Napoli, con il Vesuvio a guardia ed è sublime. Da non tralasciare la Chiesa con le cappelle rivestite da preziose tarsie marmoree (superlativa quella del Tesoro) e nel cinquecentesco
"Coro dei Conversi" le tele del Reni, De Ribera, Caracciolo. Nella foresteria la sezione dedicata alla pittura napoletana
dell’Ottocento. Interessante la collezione dedicata ai manufatti d’arte decorativa con le storiche raccolte del museo. La bizzarra merlatura del convento appare collegata al contiguo Castel
Sant’Elmo. L’imponente struttura fortificata domina dall’alto Napoli.
Oggi la fortezza è un centro polifunzionale per attività e iniziative culturali quali grandi mostre
d’arte antica o contemporanea, concerti e rappresentazioni teatrali, convegni. L’indimenticabile cornice naturale è di estrema bellezza. Meritano
un’attenta visita due musei che non hanno nulla da invidiare ai più osannati musei europei: Capodimonte e il Museo archeologico nazionale. Dopo un processo di riqualificazione Capodimonte rappresenta un percorso ideale delle arti a Napoli. La sistemazione cronologica delle opere si configura strettamente legata allo sviluppo delle civiltà figurativa dal Duecento fino al tardo Ottocento comprendendo anche una sezione dedicata alla contemporaneità. La Galleria Farnese ripercorre alcune tappe temporali con importanti raccolte ereditate da Carlo di Borbone e integrate nei secoli successivi con donazioni e acquisti.
Andrea Lanari

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