Berlin: Schnabel racconta Lou Reed

"Berlin", l’album inciso da Lou reed nel 1973, rappresenta forse uno dei misteri più indecifrabili della musica moderna e sicuramente il momento più oscuro della carriera dell’ex Velvet Underground. Oscuro per i temi affrontati, ma anche per l’insuccesso iniziale e per il fatto di essere rimasto nel ripostiglio fino alla fine del 2006, quando nel dicembre di quell’anno Lou Reed si è esibito per cinque serate consecutive al St. Ann’s Warehouse di Brooklyn eseguendo il suo capolavoro che parla delle oscure sorelle dell’amore: gelosia, rabbia e perdita.Julian Schnabel porta al cinema questa storia, la genesi e lo sviluppo di un album considerato da molti il più deprimente mai composto… anche se quando è stato realizzato era piuttosto in sintonia con l’atmosfera dell’epoca.Usando la città di Berlino come sfondo – all’epoca ancora divisa dal muro – Lou Reed racconta con parole toccanti e provocatorie la storia di Caroline e dei suoi amanti. Grazie ad artisti quali Fernando Saunders, Antony, Steve Hunter, Rob Wassermann, Rupert Christie e Sharon Jones, ad un’orchestra di sette elementi e al Brooklyn Youth Chorus – che hanno collaborato attivamente per ricreare le atmosfere accattivanti e ossessive dell’epoca – Lou Reed è riuscito a trascinare con sè il suo pubblico nel processo autodistruttivo di Caroline. Grazie alle scenografie di Julian Shnabel, artefice di un hotel dalle mura verdastre, e alle immagini di Lola Schnabel, che mettono in scena la bellezza e la tragicità della protagonista (interpretata da Emmanuelle Seigner) "Berlin" è un’esperienza devastante e meravigliosa al tempo stesso. "Berlin" di Julian Schnabel arriva al cinema venerdì 31 ottobre.

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