Bersani ad A: dalla famiglia al caso Ruby

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All’interno del numero di ”A” in edicola da mercoledì 19 gennaio, che dedica la copertina a una sexy Federica Pellegrini, Pier Luigi Bersani parla per la prima volta dell’incontro con sua moglie Daniela. ”Eravamo sul pullman – racconta il segretario del PD -, l’avevo vista mille volte, ma lei abitava in un altro paese, oltre il ponte. Fino a quel momento c’erano stati solo sguardi. Quella volta lì il posto accanto a Daniela era libero. Mi son seduto, le ho chiesto un fiammifero e da allora non mi sono più alzato. Io all’epoca avevo tutti i capelli, non ero male. Lei però era bellissima”.

Poi si confessa nel ruolo di padre : ”Vedo poco le mie due figlie, Elisa e Margherita. Questo mi pesa tantissimo. Ho detto loro: ragazze, fate conto che io sia un camionista, ma ricordatevi che anche quando sono lontano, vi sono vicino. Quando ho fortuna riesco a tornare a Piacenza il venerdì sera. Ci ritroviamo tutti a tavola: è il momento più bello, più intimo”.

Dopo un inedito Bersani privato, ecco il Bersani pubblico. Sul caso Ruby attacca: ”Assurdo che una minorenne venga fatta uscire dalla questura per finire dopo mezz’ora a casa di una prostituta. Una ragazza di 17 anni dovrebbe essere a scuola, e non a ‘cena’, e metta cena tra virgolette, con degli anziani miliardari. Essere minorenne non dipende dal fisico che hai o dai sogni che hai in testa. Se, per non disturbare il capo, ci dimentichiamo di tutto ciò, il mondo fa bene a criticarci”. Pier Luigi Bersani accetterebbe un invito a cena da Silvio Berlusconi? ”Preferirei di no. Sa, non vorrei ritrovarmi in singolari compagnie”.

Il capo dei progressisti torna anche sulla vicenda Fiat: ”Non potrei mai dire: non vorrei essere al posto di un operaio. Mio padre si guadagnava il pane con il lavoro delle sue mani. Io mi sono impegnato in prima persona perché penso che gli operai debbano stare meglio. Però è chiaro che l’Italia non può perdere le sue industrie”. L’intervista finisce con un aneddoto: ”Nel 1996 Indro Montanelli mi invitò a cena: ero un nuovo ministro del governo Prodi. Alla fine mi disse: ”Ora ho capito: lei è un bravo ragazzo. Anzi, siete tutti bravi ragazzi. Per questo di Berlusconi non vi libererete mai. Lei distingue tra verità e menzogna. Lui no. Tratta la menzogna come fosse verità, fino al punto di crederci”.

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