Bluetooth e stati alterati di coscienza

Meno verosimili sono da considerarsi le conclusioni tratte dal sottoscritto ed improntate alla massima ignoranza ed al più elevato grado di improvvisazione. Ciò detto vorrei mettervi a parte di una curiosa suggestione che mi ha ispirato la lettura di una notizia recentemente diffusa dalla stampa.La rivista Nature Neuroscience ha pubblicato, nel numero di gennaio, uno studio dal titolo "Representation of body identity and body actions in extrastriate body area and ventral premotor cortex", condotto da Cosimo Urgesi, psicologo ricercatore dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico ‘E. Medea’, Polo Regionale Friuli Venezia Giulia , in collaborazione con l’Università La Sapienza e l’IRCCS Santa Lucia. Questo gruppo di ricercatori ha dimostrato, per la prima volta, come il cervello operi una dissociazione tra l’identità di un corpo e l’azione che esso compie. Da quanto si evince dalla meritoria ricerca, due diverse aree del cervello umano elaborerebbero l’identità e l’azione del corpo: il riconoscimento dell’individualità e dell’identità del corpo sarebbe affidata all’attività di un’area della corteccia visiva, la Extrastriate Body Area (EBA), mentre la corteccia premotoria ventrale (cPMv) sarebbe determinante per comprendere ciò che il corpo sta facendo. Per ottenere questi dati si è ricorso all’utilizzo della Stimolazione Magnetica Transcranica ripetitiva, tecnica non invasiva in grado di interferire transitoriamente con l’attività delle aree stimolate inducendo una "lesione" virtuale delle stesse in individui sani. Stimolando l’area extrastriata si induce una interfrerenza sulla percezione dell’identità di individui che eseguono la stessa azione, mentre agendo sulla corteccia premotoria ventrale si interferisce con la percezione di due diverse azioni eseguite dallo stesso individuo. Tutto questo può avere evidenti benefici per la comprensione delle alterazioni della rappresentazione corporea in ambito neurologico e psichiatrico, per esempio nel caso dell’anoressia. In questa patologia, infatti, la persona si percepisce in soprappeso anche se oggettivamente denutrita e magra.Ora, fin qui la cosa è seria e merita tutto il nostro rispetto anche in considerazione della delicatezza del tema in esame. Si dia il caso, però, che leggendo la notizia sopra riportata non abbia potuto fare ameno di rilevare alcune analogie nella mia vicenda personale. Secondo la mia signora, che accamperebbe dati a suo dire oggettivi, pare che io sia in sovrappeso (di più, in evidente sovrappeso). Eppure, nonostante prolungate e quotidiane sedute davanti allo specchio, non riesco a rilevare nella mia figura riflessa eccessi adiposi o rotondità eccessive. Quel che è strano, invece, è che guardando foto che mi ritraggono in tenuta estiva riesco ad apprezzare quelle manigliette dell’amore ormai più simili a maniglioni antipanico.Merito della maestria di un ottimo sarto o fenomeno di alterazione della rappresentazione corporea? In questo caso un abuso di computer, telefono cellulare e ammennicoli bluetooh vari, potrebbe configurare una sorta di stimolazione elettro-magnetica transcranica ripetitiva che, agendo su EBA e cPMv in modo prolungato mi hanno provocato una lesione permanente con il risultato che io continui godere di una invidiabile forma fisica, pur del tutto virtuale. Chissà che la nuova frontiera delle diete non passi da una preventiva disintossicazione dalle nuove tecnologie? Chissà? In attesa di nuovi ed ulteriori sviluppi della ricerca scientifica sarà meglio che mi allontani dal monitor per qualche ora. Saluti e buon 2007.

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