Boldini a Palazzo Zabarella

Il suo successo si è spinto non solo in tutta Europa, ma anche fino in America. Ed è dovuto soprattutto ai suoi meravigliosi ritratti, in particolar modo quello femminili, e ai paesaggi (le scene di vita e le vedute parigine, la malinconia nelle visioni veneziane). Gran parte della sua vita artistica è trascorsa a Parigi, in quella che era allora la capitale mondiale della arti. La sua iniziale attività di macchiaiolo fiorentino si era spinta, soprattutto dietro i condizionamenti della esigenze dei ricchi collezionisti francesi e americani, verso una pittura “à la mode”. Quadri di piccolo formato che evidenziavano tratti di vita contemporanea e che ridondavano della magia del Settecento, gli diedero una fama internazionale e un’enorme ricchezza. Entusiasmanti i ritratti dei protagonisti della mondanità dell’epoca: ricchi borghesi, scrittori, musicisti, celebrità, aristocratici. Pochi artisti italiani hanno riscosso il successo che gli è stato attribuito, dovuto anche all’esaltazione della sua eleganza, della sua sofisticata e incantata visionarietà. Nella mostra sono state selezionate centoventi opere provenienti dai maggiori musei internazionali (dal Musèe d’Orsay di Parigi al Metropolitan di New York, dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma al Philadelphia Museum) e da fondazioni private. Le immagini si susseguono all’interno dello spazio espositivo come in una grande romanzo; come una sorta di seducente percorso nella memoria, pur sempre ispirata ai grandi pittori del passato dai quali lo stesso Boldini si era lasciato influenzare. Una grande mostra per capire un grande artista, la sua maturità e l’atmosfera di un intero e festoso periodo storico, destinato però a lasciar spazio ad eventi più terribili e dolorosi.
Andrea Lanari

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