Botero torna a Roma dopo 15 anni

Tra queste figurano dipinti, disegni e sculture che raccontano gli esiti più recenti e la poetica di uno degli artisti più noti al mondo. Nato in Colombia nel 1932, Botero ha infatti saputo sviluppare un linguaggio autonomo, figlio della tradizione latino-americana e della pittura europea che lo ha portato ad esporre nei maggiori musei mondiali, in America, Europa e Asia. Si tratta poi di un evento di particolare valore, in quanto Palazzo Venezia farà da cornice alla “prima mondiale” di un ciclo che, nella volontà dell’artista, è destinato a girare il mondo. Il “Cuore sanguinante” della mostra romana è infatti costituito dalle 50 opere nate dalla rabbia e dedicate all’orrore di Abu Ghraib. Tele “crude” è capaci di esprimere tutta l’indignazione per una ingiustizia senza ragione e giustificazione. Lo stesso Botero racconta di essersi ispirato agli articoli del New Yorker dedicati alla terribile vicenda e sottolinea la vicinanza con il Guernica di Picasso, senza il quale nessuno si sarebbe ricordato di quegli orrori. Il tema della violenza è stato già presente al centro della sensibilità del maestro colombiano, attento alle drammatiche vicende che hanno insanguinato il suo paese negli anni Novanta, quando persino una delle sue statue fu distrutta in un cruento attentato nel centro di Bogotà. I grandi campi di colore e i volumi di Botero, che rendono prototipi i suoi protagonisti e che creano quella distaccata dignità propria della pittura classica, si confrontano in questo contesto non solo con i temi tradizionali della sua arte, ma anche con il dolore e la vergogna di una delle vicende più sconvolgenti degli ultimi anni. La violenza di Abu Ghraib è entrata nella realtà dei personaggi dell’artista, e il dolore stesso ha assunto la drammaticità del prototipo: le cinquanta opere dedicate a questo tema, realizzate nell’arco di un anno, sono divenute una delle serie cui il maestro è più legato e che, per il suo valore di denuncia, non sarà messa in vendita ma esposta nei più importanti musei del mondo. Accanto a questo tema “doloroso”, la mostra propone anche quelli da sempre cari all’artista, come le sue donne, i suoi ritratti, i paesaggi, tutte opere che sono entrate nell’immaginario universale per l’efficace sintesi di ironia, simpatia, tenerezza e lucidità che rappresenta la personalissima cifra di questo grande interprete dei nostri tempi.
FERNANDO BOTERO. GLI ULTIMI 15 ANNI.
Roma, Palazzo Venezia, dal 16 giugno al 25 settembre 2005.
Orario: 10 – 19, lunedì chiuso. Ingresso: intero euro 8, ridotto euro 5
Catalogo Edizioni De Luca, con introduzione di Walter Veltroni e Claudio Strinati.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 06/32810 www.ticketeria.it

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