BSA: in Italia cresce ancora la pirateria

Contrariamente alla tendenza riscontrata
negli altri paesi dell’Unione europea, in cui il fenomeno della dupicazione illegale di software è in
diminuzione, il Belpaese ha fatto registrare un aumento, seppur leggero, di
questo tipo di attività. Stando ai dati forniti dalla Idc, società che ha
condotto la ricerca, l’incidenza dei software contraffatti sugli originali è
infatti passata dal 49% del 2003 al 50% dello scorso anno. Il risultato
acquisisce un significato ancora più negativo se paragonato ai dati riguardanti
la Comunità europea e, più in generale, l’area Emea: qui le percentuali sono
scese, rispettivamente, dal 37% al 35% e dal 41% al 39%. Nella particolare
classifica della pirateria, l’Italia si conferma quindi saldamente in seconda
posizione, dietro solo alla Grecia, paese che detiene il record europeo per la
percentuale di software illegale. Sempre la Idc ha poi effettuato una stima per
quantificare il danno economico derivato dalle attività di pirateria. Solo in
Italia le perdite per il settore ammonterebbero a quasi 1 miliardo e 200 milioni di euro.
“E’ davvero sconfortante constatare che, in uno scenario di generale rallentamento del fenomeno della pirateria,
l’Italia si distingua per essere in controtendenza”, commenta Francesca Giudice, Presidente di BSA Italia. “In un momento storico in cui il sistema produttivo e distributivo italiano deve fronteggiare la minaccia al Made in Italy, è indubbiamente paradossale che
l’Italia continui a rappresentare una delle nazioni al mondo con il maggior assorbimento di prodotti contraffatti e il tasso di pirateria più
elevato”. “In una nota diffusa dalla BSA, viene inoltre sottolineato come il
settore ICT è tuttora uno dei più vitali e dinamici dell’economia globale. Un suo sviluppo sano porta notevoli contributi alla prosperità del sistema economico complessivo.
E’ infatti noto che BSA stima i benefici effetti di un’ipotetica riduzione del 10% della pirateria informatica in circa 1.500.000 nuovi posti di lavoro, 64 miliardi di dollari di entrate per
l’erario, attualmente evase dai pirati, e 400 miliardi di dollari di volume
d’affari incrementale per il sistema economico.

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