C’è l’Africa per il Calendario Pirelli 2009

Ricordiamo che il Calendario Pirelli 2008 era ambientato in Cina, dove il fotografo Patrick Demarchelier aveva accostato le atmosfere delle antiche case da tè alla modernità delle metropoli d’Oriente. Per il 2009, Peter Beard ha invece scelto una terra autentica e ancestrale, che nasce dalla contrapposizione tra due mondi diversi: l’oasi acquatica del delta dell’Okavango e la distesa arida e sabbiosa del deserto del Kalahari. Un luogo che nel tempo non ha subito lo sfruttamento del territorio né l’impoverimento delle risorse, nel quale l’autore ha voluto rappresentare la Natura come entità metafisica sempre in movimento, fonte di infinita creatività, entro i cui ritmi e le cui leggi ogni cosa deve avere inizio e fine.

Una Natura descritta come possente e al tempo stesso ferita, con una visione armonica dell’ambiente che si richiama al filone naturalistico statunitense del XIX secolo. Attraverso l’obiettivo di Beard, la Natura lancia un grido rabbioso e si ribella all’incapacità dell’uomo di coniugare lo sviluppo e la crescita con la saggezza e il rispetto di tutte le diversità. In questo contesto vivono faticosamente gli elefanti, veri protagonisti di questa edizione di The Cal, ormai relegati in spazi sempre più ristretti. Gli elefanti come metafora del genere umano e l’Africa come metafora di un mondo devastato che deve ritrovare l’armonia perduta.

Beard non concede alcun privilegio agli uomini, poiché ritiene che anche loro, al pari degli altri animali, debbano rispettare gli equilibri naturali. Immagina per tutti un destino amaro: vivere in un ambiente reso sempre più inospitale da uno sviluppo miope e selvaggio, nel quale la qualità della vita peggiora progressivamente e deve fare i conti con una natura che si ribella.

L’unica speranza è la bellezza. Beard ritiene che la chiave della salvezza del genere umano sia proprio la sua costante ricerca della verità e del bello. Le donne di Beard, generatrici di vita, sono l’inizio del tutto e la loro grazia continua a preservarsi. Si presentano come figure partorite dal grembo della Natura, eroiche, cariche di forza, segnate nei tratti e forti nei movimenti, statue, simbolo della creatività e della capacità della Natura di rigenerarsi. "Only beauty can save the world", è il messaggio degli scatti del nuovo Calendario Pirelli, richiamando il pensiero di Fedor Dostoevskij.

Le sette modelle protagoniste sono: la canadese Daria Werbowy, le brasiliane Emanuela de Paula e Isabeli Fontana (che esordì nel Calendario 2005 di Patrick Demarchelier), le olandesi Lara Stone e Rianne Ten Haken, la polacca Malgosia Bela e l’italiana Mariacarla Boscono (che debuttò nel 2003 con Bruce Weber e continuò nel 2004 con il Calendario di Knick Knight).

Il risultato finale è un calendario-diario definito dallo stesso Peter Beard "una scultura vivente". Le 56 tavole del nuovo The Cal sono un collage denso di immagini, citazioni, osservazioni dell’artista sull’ambiente, i cambiamenti climatici e il riscaldamento terrestre, la sovrappopolazione del globo e l’impoverimento delle risorse naturali. "La mia vera preoccupazione – racconta l’artista – è la distruzione della natura a livello globale. Abbiamo dimenticato totalmente su cosa si basa l’evoluzione e quanto sia importante la diversità in natura. E’ il concetto alla base della sopravvivenza".

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