Caffeina per i riflessi e la memoria

La presentazione dei risultati ottenuti dallo studio austriaco è avvenuta durante il meeting della Radiological Society of North America (RSNA), a Chicago. Analizzando gli effetti della caffeina a livello cerebrale, Koppelstätter e la sua equipe hanno infatti registrato le interessanti risposte ad alcuni test mirati alla valutazione delle capacità inerenti alla memoria a breve termine. Dopo aver chiesto ai soggetti che partecipavano all’esperimento di non assumere alcuna fonte di caffeina e nicotina, rispettivamente per almeno 12 e 4 ore prima dell’esame, i ricercatori hanno infatti assegnato agli individui alcune prove per individuare le capacità di memoria a breve termine e di riflessi. Durante la prova, gli studiosi hanno tenuto sotto controllo le attività del cervello attraverso la risonanza magnetica funzionale per immagini ed hanno somministrato ai volontari una dose di circa 100 milligrammi di caffeina, corrispondente a circa due tazzine di caffè. Mentre ad un gruppo di soggetti veniva data vera caffeina, agli altri (il gruppo di controllo) veniva invece offerta una sostanza placebo. Dai risultati ottenuti dall’esperimento, i ricercatori austriaci hanno scoperto che l’attività del lobo frontale (memoria a breve termine) e del cingolo anteriore (attenzione) del cervello è più evidente nei soggetti che assumono una dose di caffeina, rispetto agli altri individui. Pur sottolineando che si è ancora lontani dal conoscere tutti gli effetti, positivi e negativi, della caffeina, per Florian Koppelstätter si tratta comunque di uno studio importante, in quanto si è riusciti ad osservare l’azione della sostanza sulla normale attività del cervello.

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