Cala il consumo di alcol, allarme giovani

I rischi maggiori derivano però dal fenomeno del binge drinking. Quest’ultimo identifica una chiara volontà di ubriacarsi, bevendo cinque o più bicchieri di fila, lontano dai pasti. Sempre nel campione che va dai 13 ai 24 anni, questa pratica è altamente diffusa, con il 10% degli intervistati che dichiara di aver abusato di alcol almeno una volta negli ultimi tre mesi. La metà di questi, ammette di essersi ubriacato tre o più volte nello stesso periodo di riferimento. Con qualche differenza nelle varie fasce d’età e nel sesso, quasi 3 ragazzi su 10 ricordano una "sbornia" in piena regola. In generale, le cose sembrano invece andare un po’ meglio. L’indagine della Doxa ha infatti registrato un calo dei consumi pro capite di alcol, quasi dimezzati rispetto a 30 anni fa (6,9 litri del 2005 contro i 12,7 del 1977, mentre ad aumentare è il numero dei consumatori, che oggi supera l’81% degli italiani con più di 12 anni, con il 13% che beve solo occasionalmente e il 20% che è addirittura astemio. A conti fatti, è quindi possibile apprezzare l’avvicinamento ai parametri raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che fissa per il 2015 una quantità pari a 6 litri pro capite. Gli italiani, insomma, preferisco assumere meno alcolici, facendo però più attenzione alla qualità di ciò che bevono. La bevanda alcolica preferita, come conferma il consumo negli ultimi tre mesi di riferimento dell’indagine, rimane sempre il vino (66%), seguito dalla birra (49%), dagli aperitivi – digestivi (26,2%) e dai superalcolici (21%).

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