Cambiamenti Climatici: l’Italia che scotta

Anche per questo appare quantomai necessario far nascere e sostenere una politica di prevenzione ambientale efficace e condivisa dai cittadini, dalle pubbliche amministrazioni, dal mondo del lavoro, dalle aziende, dall’ambiente della scienza e della ricerca. Proprio attorno a quest’obiettivo il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del territorio e del Mare ha indetto la Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici.

"Le piogge diminuiscono – ha riferito il Ministro Pecoraro Scanio -, gli episodi di siccità si moltiplicano, la desertificazione sta diventando un problema non solo per la Sicilia, ma anche per la Pianura Padana". A quanto si apprende, aumenta anche il rischio idrogeologico soprattutto nell’Appennino meridionale e in parte di quello settentrionale, oltre che nelle Alpi occidentali. In merito alle risorse idriche, Pecoraro Scanio ha poi sottolineato come i nostri ghiacciai alpini abbiano perso metà del loro volume e il 30% della loro superficie in meno di un secolo. Inoltre, un chilometro su 3 delle nostre coste basse è in arretramento e 33 aree costiere rischiano di essere sommerse dal mare nei prossimi decenni.

I danni saranno anche economici e "i primi a pagare – conferma il Ministro – saranno agricoltori e operatori turistici. La produttività agricola, a causa dell’eccesso di caldo e della minore disponibilità d’acqua, potrebbe diminuire del 22%, mentre le regioni mediterranee diventerebbero piuttosto inospitali per il turismo estivo marino sia per mancanza d’acqua che per eccessivo calore". Ma ben più gravi appaiono i danni alla salute, con un incremento dei decessi in Europa, a causa delle ondate di calore, valutato tra 8 mila e 12 mila persone per anno e per ogni grado centigrado di aumento della temperatura media.

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