Campani, dai fumetti ai cartoon di Carosello

Dagli esordi con gli albi a fumetti più popolari d’Argentina fino ai disegni animati che hanno segnato l’immaginario collettivo degli italiani: i grandi occhi brillanti di Svanitella, i baffi dell’omino Bialetti e il sombrero di Miguel, una smorfia di Tata, il motorino di Gigino pestifero, il cilindro di Cantastella. Un grande evento che torna, dopo ben 44 anni dall’unica mostra a lui dedicata, a rendere omaggio ad al disegnatore scomparso nel 1991.Considerati maestro dei disegni animati italiani e anche un grande disegnatore di fumetti, Campani animò con la sua matita anche gli albi dell’Intrepido agli inizi degli anni ’40 e qualche anno più tardi la sua fantasia diede vita ad una serie di eroi a fumetti che conquistarono l’immenso mercato dell’editoria argentina. Per tutti gli italiani, il nome di Paul Campani resta comunque legato ai personaggi di Carosello. La mostra "Paul Campani, dai fumetti ai cartoon di Carosello" propone infatti più di 400 tavole originali su tutta la sua attività, dalle prime caricature giovanili (anche l’omino con baffi è una sorta di caricatura del Cavalier Alfonso Bialetti) ai fumetti argentini, dalla genesi dei personaggi di carosello fino ai gadget ed all’oggettistica del merchandising pubblicitario d’epoca. E ancora proiezioni di spot per il cinema, i primi fumetti in tv, i cortometraggi d’animazione non pubblicitari che sono stati in questi ultimi anni oggetto di studio per il loro valore artistico e culturale.Da non dimenticare il suo primo "Minifilm", datato 1966, in cui Campani presenta in tutto il mondo vero cinema d’animazione "impegnata" che abbandona la risata per lanciarsi in un’amara riflessione sulla condizione della vita umana. Ma l’artista modenese è soprattutto quello dei tanti caroselli: 2 minuti e 15 secondi di idee brillanti, di sceneggiature mai banali, qualche pillola di saggezza per la borghesia italiana che stava nascendo in quegli anni. Da Angelino a Svanitella, passando per Riccardone, l’Omino coi baffi, Fido-Bau e tutti gli altri che personaggi che vivono nei ricordi di una generazione. Verranno poi esposti macchinari originali come una moviola per il montaggio, un tavolo di animazione e una titolatrice, la vera macchina per fare i cartoni.

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