Cani e gatti: longevità fa rima con Alzheimer

E’ così emerso che anche i nostri amici a quattro zampe sono soggetti ad una patologia, chiamata "disfunzione cognitiva", che in molti aspetti si accosta all’Alzheimer. L’indagine, realizzata dall’azienda Innovet, ha infatti evidenziato come ad una maggiore longevità dei cani e gatti corrisponda però una serie di patologie legate all’invecchiamento, specie del cervello. Alda Miolo del CeDIS (Centro di Documentazione e Informazione Scientifica) di Innovet, ha dichiarato: "L’invecchiamento è ormai un problema clinico. E molteplici sono le ragioni che hanno contribuito a crearlo: l’aumento di attenzione e sensibilità del proprietario nei confronti del benessere del proprio animale, anche durante l’età geriatrica; i progressi in diagnostica, prevenzione, terapia ed alimentazione; il miglioramento della qualità di vita di cani e gatti ‘senior’ che, in conseguenza di tutto ciò, sono assai più longevi". Se l’aspettativa di vita media degli animali aumenta, per la felicità dei proprietari, vanno però considerati anche gli aspetti meno piacevoli della longevità. Nel caso della "disfunzione cognitiva", che oggi si può comunque curare, bisogna infatti mettere in preventivo che gli animali possano perdere la lucidità della giovinezza, fino a trovarsi spaesati anche in ambienti a loro ben noti, a dimenticare l’abitudine di fare i bisognini solo fuori di casa o a dimostrarsi facilmente irritabili. Con l’aiuto dei veterinari, che si dimostrano sempre più interessati alla geriatria veterinaria, si possono quindi combattere, anche nel caso degli animali, i malanni tipici della "terza età".

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