Cannabis, in Italia come terapia

La sperimentazione prevede
l’utilizzo della cannabis come terapia del dolore, che verrà assunta sotto
forma di compresse per un periodo che va dalle 12 alle 20 settimane. Va
sottolineato che non si tratta di un protocollo ministeriale e che i medicinali
verranno offerti gratuitamente da due importanti case farmaceutiche, evitando
allo Stato di dover sostenere qualsiasi costo. Il progetto, che vede coinvolto
anche il Beth Israel Medical Center di New York, non ha ancora ottenuto il via
libera da parte del Comitato Etico, che ha proprio la funzione di valutazione, approvazione e monitoraggio dei protocolli di sperimentazione
clinica. Secondo i responsabili, però, il test ha un valore scientifico troppo
alto per poter essere fermato a questo punto. Da anni, infatti, si pensa che la
cannabis possa garantire effetti benefici sul dolore e sugli stati di malessere
generali che lo accompagnano. E’ importante, a questo punto, acquisire
consapevolezza che la cannabis di cui parlano i ricercatori non ha alcun
riferimento con gli aspetti "ludici" legati a marjiuana o hashish, ma che
rappresenta esclusivamente uno strumento per perseguire effetti terapeutici
importanti. Come anticipato, la sperimentazione riguarderà 80 pazienti
ricoverati in oncologia, 40 a Torino ed altrettanti a Roma. Ma questo è solo il
primo passo che la medicina italiana deve compiere verso la lotta al dolore.
Sono infatti quasi 14 milioni gli italiani che soffrono e, come sottolineano gli
esperti, la cannabis potrebbe rappresentare unì importante occasione per aprire
nuovi scenari di cura.

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