Casa Buonarroti: Il volto di Michelangelo

Ciò non ha però impedito di consegnare alla storia opere come i dipinti di Giuliano Bugiardini e di Jacopino del Conte, la medaglia di Leone Leoni e l’emozionante busto in bronzo di Daniele da Volterra. Quattro capolavori esposti presso la Casa Buonarroti insieme all’acquerello di Francisco de Hollanda, con un’immagine singolarmente domestica di un Michelangelo più che sessantenne. Secondo un vecchio studio di Ernst Steinmann, le raffigurazioni di Michelangelo non superano le cento opere. Da non dimenticare sono poi i tratti fisionomici riproposti da artisti contemporanei di Michelangelo in scene d’insieme ed evocate durante la mostra attraverso elaborazioni digitali.Nel corso de "Il volto di Michelangelo" si potranno poi ammirare alcune immagini contemporanee al Maestro, e conseguenza della sua fama, che si collocano tra l’aneddoto e la fantasia: proviene dal British Museum una rarissima e bella incisione che ritrae, in meditazione, il Michelangelo ventitreenne del primo soggiorno romano e della Pietà di San Pietro; una pagina di una preziosa cinquecentina mostra "Michael Fiorentino" che scolpisce, seminudo e con gran foga, una statua femminile nella quale si volle riconoscere l’Aurora della Sagrestia Nuova. Dopo la scomparsa dell’artista, alla soglia degli anni ottanta del secolo, in un piacevole quadro della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini, anch’esso presente in mostra, Federico Zuccari dipinge il fratello Taddeo mentre dipinge la facciata di palazzo Mattei, intanto che Michelangelo, nel corso di una delle sue consuete passeggiate per Roma, si sofferma a osservarlo. Non mancheranno poi autoritratti, sempre in versione digitale, come quello inserito nella pelle scorticata del San Bartolomeo del Giudizio finale sistino, e il volto sereno, al di là di ogni dolore, del Nicodemo della Pietà del Museo dell’Opera del Duomo a Firenze.Sempre all’interno della Casa Buonarroti si potranno poi ammirare la sala al primo piano del museo, detta "Galleria", nella quale il pronipote di Michelangelo organizzò un omaggio al grande avo, a circa cinquant’anni dalla sua morte, ricordandone virtù pubbliche e private in una serie di opere affidate agli artisti di maggior rilievo operanti nella prima parte del Seicento a Firenze. Il visitatore potrà ammirare una splendida immagine di Michelangelo eseguita nel 1618 da Antonie van Dyck, proveniente dalla Devonshire Collection di Chatsworth, oltre a disegni, incisioni, sculture, medaglie e dipinti che accompagneranno il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo.

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